Milano 10:43
47.479 -0,66%
Nasdaq 29-apr
27.187 0,00%
Dow Jones 29-apr
48.862 -0,57%
Londra 10:43
10.260 +0,46%
Francoforte 10:42
23.907 -0,20%

L'Europarlamento rafforza la riserva di stabilità dell'ETS2: più quote contro volatilità prezzi

La posizione negoziale dell'Aula di Strasburgo è stata votata con 433 voti a favore e rivede il meccanismo di calmieramento dei prezzi della CO2

Ambiente, Economia
L'Europarlamento rafforza la riserva di stabilità dell'ETS2: più quote contro volatilità prezzi
Il Parlamento europeo ha approvato la posizione negoziale sul rafforzamento della Market Stability Reserve (MSR) dell'ETS2, il secondo sistema di scambio delle quote di emissione che entrerà in vigore il 1° gennaio 2028 per i settori trasporti ed edilizia. L'Aula ha adottato il mandato con 433 voti a favore, 120 contrari e 91 astensioni, in vista del negoziato con il Consiglio Ue.

Cosa cambia rispetto alla normativa precedente

L'attuale architettura dell'ETS2
prevede meccanismi di intervento sul prezzo della CO2 già definiti: quando il costo del carbonio supera i 45 euro per tonnellata (indicizzati ai prezzi 2020), vengono rilasciate dalla riserva 20 milioni di quote aggiuntive. La revisione approvata a Strasburgo introduce alcune novità. Il testo prevede, infatti, conferma il rilascio di quote aggiuntive da immettere sul mercato al superamento della soglia dei 45 euro la tonnellata, con l'obiettivo di contenere la volatilità dei prezzi, ma si chiede di anticipare il rilascio delle quote in caso di picchi improvvisi e di mantenere quelle in eccesso nella riserva di stabilità anche oltre il 2031, evitando la loro annuale cancellazione automatica.

La posizione dell'Eurocamera

L'Europarlamento ha quindi approvato tre proposte. La prima comporta una accelerazione dei tempi: le quote dovranno essere rilasciate entro 30 giorni dal verificarsi dell'aumento dei prezzi della CO2, contro i due mesi proposti dalla Commissione europea. La seconda stabilisce che tale meccanismo di contenimento dei prezzi oltre una data soglia (45 euro) dovrà restare in vigore anche oltre il 31 dicembre 2029 ed venire in seguito indicizzato ai prezzi del 2026, anziché a quelli del 2020. In ultimo, l'annullamento della metà delle quote in eccesso nella riserva sarà graduale a partire dal 1° gennaio 2034, mentre la restante metà verrà cancellata dal 1° gennaio 2036. La Commissione è inoltre invitata a valutare un'esenzione temporanea per gli edifici residenziali negli Stati membri che già adottino misure equivalenti di decarbonizzazione.

Il fronte dei Paesi favorevoli e le opposizioni

La revisione nasce su impulso di un'ampia coalizione di governi. La proposta risponde a un'iniziativa di 19 Stati membri (inclusa l'Italia) formalizzata il 1° luglio 2025: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cechia, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna. Questo Paesi avevano espresso preoccupazioni sulle incertezze relative ai livelli di prezzo futuri e alla volatilità dell'ETS2. Sul piano politico, il compromesso è stato sostenuto anche da eurodeputati di Paesi storicamente ostili al sistema ETS, come la Polonia, mentre sono stati respinti gli emendamenti dell'estrema destra che chiedevano la totale cancellazione del meccanismo. Critici i Verdi, che giudicano "assurdo" questo attacco al sistema di scambio delle emissioni, invece di accelerare il Green Deal.

I prossimi passi

Il Consiglio Ue, riunito a livello di ambasciatori, aveva già adottato la sua posizione lo scorso mese di febbraio, fissando un tetto di 20 milioni di quote per ciascun rilascio attivabile due volte l'anno, fino a un massimo di 80 milioni di quote aggiuntive immesse annualmente sul mercato. La consultazione fra Parlamento, Consiglio e Commissione definirà ora l'assetto definitivo della riforma, in vista dell'avvio operativo del sistema nel 2028.


Condividi
```