(Teleborsa) -
Seduta in netto ribasso per Piazza Affari - allontanandosi dalla soglia dei 50.000 punti dopo che ieri ha quasi sfiorato il record storico di marzo 2000 - mostrando un andamento simile alle altre Borse europee, dopo una fase di iper-comprato. Il sentiment di mercato è tornato pessimista con gli
sforzi per porre fine alla guerra in Medio Oriente che restano in una fase di stallo (e i
timori che lo stretto di Hormuz rimanga bloccato oltre giugno) e dopo il summit tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping (nonostante l'incontro sia stato definito positivo da entrambe le parti, non sono stati raggiunti accordi concreti sui temi aperti, compreso quello commerciale).
Sul fronte macroeconomico, l'
inflazione italiana ha
registrato un balzo ad aprile per l'accelerazione dei prezzi dell'energia legati alla guerra in Iran. Secondo la lettura finale fornita da Istat, che ha rivisto i dati preliminari leggermente al ribasso, i prezzi al consumo salgono dell'1,1% su mese e del 2,7% su anno dopo il +0,5% congiunturale e il +1,7% annuo di marzo (vs dati preliminari rispettivamente di +1,2% e +2,8%).
Sempre in Italia, il
debito pubblico ha
segnato un nuovo record storico a marzo con un balzo di 20 miliardi rispetto al mese precedente (a 3.159 miliardi di euro di 3.139 miliardi). Nuovo massimo storico in febbraio anche per il controvalore dei titoli di Stato detenuti dagli investitori esteri mentre quello retail è poco mosso.
Prevale la cautela sull'
euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,34%. Si abbattono le vendite sull'
oro, che scambia a 4.544,8 dollari l'oncia, in forte calo del 2,30%. Sessione euforica per il greggio, con il
petrolio (Light Sweet Crude Oil) che mostra un balzo del 2,56%.
Torna a galoppare lo
spread, che si posiziona a +77 punti base, con un forte incremento di 5 punti base, mentre il
BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 3,92%.
Nello scenario borsistico europeo in perdita
Francoforte, che scende del 2,03%, pesante
Londra, che segna una discesa di ben -1,79 punti percentuali, e seduta negativa per
Parigi, che scende dell'1,51%.
A
Milano, forte calo del
FTSE MIB (-1,83%), che ha toccato 49.135 punti; sulla stessa linea, viene venduto parecchio il
FTSE Italia All-Share, che continua la seduta a 51.702 punti. Consolida i livelli della vigilia il
FTSE Italia Mid Cap (-0,1%); negativo il
FTSE Italia Star (-1,4%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
Avio (+1,28%),
Saipem (+1,05%),
ENI (+0,78%) e
DiaSorin (+0,63%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
STMicroelectronics, che ottiene -4,75%. Sensibili perdite per
Buzzi, in calo del 3,93%. Sotto pressione
Stellantis, con un forte ribasso del 3,66%. Soffre
BPER Banca, che evidenzia una perdita del 3,50%.
Tra i
migliori titoli del FTSE MidCap,
Technoprobe (+33,03%),
Carel Industries (+9,01%),
Reply (+3,77%) e
WIIT (+2,89%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Ferragamo, che continua la seduta con -16,01%. In apnea
Interpump, che arretra del 14,02%. Tonfo di
Moltiply Group, che mostra una caduta dell'8,71%. Lettera su
Ferretti, che registra un importante calo del 7,31%.