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Intesa Sanpaolo, Morningstar DBRS conferma rating "A (low)" con trend stabile

Banche, Finanza, Rating
Intesa Sanpaolo, Morningstar DBRS conferma rating "A (low)" con trend stabile
(Teleborsa) - Morningstar DBRS ha confermato i rating di Intesa Sanpaolo, inclusi il rating di emittente a lungo termine di "A (low)" e il rating di emittente a breve termine di "R-1 (low)". Il trend per tutti i rating è stabile.

La conferma riflette la posizione di leadership del Gruppo in Italia, supportata da solide quote di mercato nei segmenti chiave e da un modello di business altamente diversificato che comprende retail banking, corporate banking, investment banking, wealth management, assicurazioni e asset management. Secondo Morningstar DBRS, questa diversificazione rappresenta un punto di forza fondamentale per una generazione di utili solida ed equilibrata, con commissioni e ricavi assicurativi consistenti che compensano in parte la pressione sul margine di interesse in un contesto di tassi di interesse più bassi.

La redditività rimane robusta, supportata da un'efficienza operativa ai vertici del settore, da un rigoroso controllo dei costi e da un costo del rischio strutturalmente basso, mentre gli indicatori di qualità degli attivi si confrontano favorevolmente con quelli dei concorrenti europei, a testimonianza di anni di attiva riduzione del rischio e di una prudente gestione del rischio. Il profilo di rischio della banca è ulteriormente supportato da un portafoglio prestiti ben diversificato e da un'esposizione residua trascurabile alla Russia, sebbene le consistenti partecipazioni in titoli di Stato italiani continuino a rappresentare un rischio di concentrazione strutturale.

I rating continuano a riflettere il solido profilo di finanziamento e liquidità di Intesa Sanpaolo, caratterizzato da un'ampia, stabile e diversificata base di depositi retail, integrata da un accesso comprovato e costante ai mercati all'ingrosso, anche in periodi di stress. La capitalizzazione rimane solida, con riserve ben al di sopra dei requisiti normativi, supportate da una forte generazione interna di capitale, nonostante un'elevata politica di remunerazione degli azionisti. Allo stesso tempo, i rating rimangono limitati dal rating del credito sovrano italiano e da considerazioni prospettiche, tra cui la potenziale pressione derivante da un contesto macroeconomico più debole, la normalizzazione dei costi del credito da livelli storicamente bassi e la continua dipendenza da condizioni di mercato favorevoli per alcune componenti di ricavo. Ciononostante, i suddetti punti di forza pongono ISP in una posizione solida per affrontare potenziali difficoltà, a sostegno del trend stabile dei rating.
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