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Electrolux, Urso: “Piano irricevibile, va ritirato”

Confindustria, APPLiA e sindacati chiedono ritiro del piano e nuovo confronto

Economia
Electrolux, Urso: “Piano irricevibile, va ritirato”
(Teleborsa) - Nel corso del tavolo sulla vertenza Electrolux al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministro Adolfo Urso ha chiesto con fermezza il ritiro del piano industriale presentato dall’azienda, definendolo "irricevibile e inaccettabile" per l’assenza di adeguate prospettive industriali e per le pesanti ricadute occupazionali.

"Il piano industriale annunciato da Electrolux, con il taglio di circa 1.700 posti di lavoro, è per il Governo assolutamente inaccettabile", ha dichiarato Urso, sottolineando la necessità che l’azienda presenti "un nuovo piano concreto, condiviso e sostenibile, fondato su investimenti, innovazione e tutela degli stabilimenti produttivi". Il ministro ha inoltre chiesto di sospendere ogni azione unilaterale e di utilizzare il tempo fino al prossimo incontro del 15 giugno per ritirare il piano.

Nel confronto con le parti sociali, Urso ha evidenziato come la crisi del settore dell’elettrodomestico non riguardi soltanto i singoli stabilimenti, ma l’intera filiera europea, sempre più esposta alla concorrenza asiatica. Per questo ha annunciato l’intenzione di portare il tema al Consiglio Competitività dell’Unione europea, chiedendo alla Commissione di riconoscere il comparto come strategico e di definire un piano dedicato, sul modello di quanto già fatto per l’automotive.

"Non c’è più tempo da perdere", ha affermato il ministro, sollecitando anche una revisione degli strumenti europei come il CBAM, l’introduzione di regole di reciprocità negli standard e nuovi strumenti di sostegno agli investimenti e alla domanda.

Urso ha poi richiamato il metodo adottato dal governo nella gestione delle crisi industriali, ricordando come diverse vertenze si siano concluse con accordi senza licenziamenti e senza chiusure di stabilimenti. "Le crisi industriali vanno governate, non subite", ha ribadito, sottolineando che nel corso della legislatura sono già stati raggiunti 39 accordi e che i tavoli di crisi attivi al Mimit sono scesi da 55 a 43.

Sulla stessa linea si sono espresse le organizzazioni sindacali. In una nota congiunta, Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil, e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale della Fiom-Cgil, hanno definito la posizione condivisa tra istituzioni e parti sociali: "Il ministro Urso, tutte le Regioni e i Comuni coinvolti si sono uniti alla richiesta di ritiro del piano da parte dell’azienda. Electrolux dovrà presentare una nuova proposta il 15 giugno".

I sindacati hanno inoltre evidenziato che la crisi del comparto non è un fenomeno recente e hanno sottolineato la necessità di un confronto vero per evitare ricadute industriali e occupazionali.

Il tavolo è stato infine aggiornato al 15 giugno, data in cui l’azienda dovrà presentare una nuova proposta industriale.

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