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BCE, Intesa: aumenta rischio che alzi tassi tre volte nel 2026, prima mossa a giugno

Finanza
BCE, Intesa: aumenta rischio che alzi tassi tre volte nel 2026, prima mossa a giugno
(Teleborsa) - I dati recenti "non forniscono elementi che possano distogliere" il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) da un primo aumento dei tassi di 25 punti base a giugno. Lo affermano gli economisti di Intesa Sanpaolo in una ricerca sul tema.

"Anzi, in considerazione della maggiore persistenza del nostro nuovo profilo atteso dei prezzi dell'energia, e vista l'ampia salita delle aspettative di inflazione emersa dalle indagini di fiducia di famiglie e imprese (che accresce le probabilità di "propagazione" dello shock), aumenta il rischio che la BCE alzi i tassi tre volte nel 2026, tornando in modalità di attesa nel 2027", si legge nella ricerca fimata dall'economista Alessio Tiberi.

Per ora Intesa colloca il terzo rialzo a febbraio 2027 e con probabilità non piena, in considerazione delle incertezze che ancora caratterizzano la crisi mediorientale.

Infatti, secondo gli economisti, la BCE manterrà un approccio basato sui dati, con decisioni prese riunione per riunione, e il sentiero finale dipenderà in misura cruciale dalle seguenti variabili: i tempi della chiusura dello stretto di Hormuz, i danni alle infrastrutture energetiche della regione, la diffusione degli aumenti dei prezzi, la misura in cui i rinnovi salariali incorporeranno le richieste di recupero di potere d'acquisto dei lavoratori.

Le notizie dell'ultima settimana (il presidente Trump ha dichiarato che i negoziati con Teheran sono "nelle fasi finali", pur avvertendo della possibilità di ulteriori attacchi nel caso le autorità iraniane non accettino un'intesa, e sono emersi segnali preliminari di allentamento delle pressioni su Hormuz, con due petroliere cinesi che hanno attraversato lo stretto) aumentano la probabilità che l'evoluzione della situazione in Medio Oriente rientri in quello che Intesa ha già adottato da metà marzo come "scenario centrale", ovvero che la ripresa dei trasporti attraverso lo stretto di Hormuz avvenga entro poche settimane (entro fine giugno al più tardi).
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