(Teleborsa) -
Moody's ha dichiarato che l’interesse di
Banco BPM a valutare una possibile operazione di fusione con
Banca Monte dei Paschi di Siena non comporta, al momento, implicazioni immediate sui rating dei due istituti.
L’agenzia sottolinea che, in assenza di ulteriori dettagli sulla struttura e sulle implicazioni finanziarie dell’operazione, "non è possibile valutare l’impatto potenziale sui profili creditizi" delle banche coinvolte. Banco BPM ha prospettato una fusione tra pari mantenendo marchi e sedi storiche, facendo leva su fabbriche prodotto integrate. Sulla base dei dati di dicembre 2025, la nuova entità, includendo anche la controllata di MPS,
Mediobanca, avrebbe circa 450 miliardi di euro di attivi, posizionandosi come terzo gruppo bancario italiano.
Moody’s evidenzia che la combinazione potrebbe rafforzare le franchise nazionali e beneficiare di effetti di scala in grado di migliorare la redditività, con Banco BPM che prevede di mantenere un CET1 pro-forma intorno al 15%, senza considerare eventuali benefici del “
Danish Compromise”.
L’agenzia precisa inoltre che "la lettera di interesse apre alla fase di discussione tra le parti", ma tutti i termini dell’operazione restano da definire. Una possibile offerta formale potrebbe emergere entro settembre 2026, eventualmente in competizione con
l’OPA da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo su MPS.
Moody’s aggiunge che eventuali implicazioni sui rating saranno valutate successivamente, quando saranno più chiari struttura dell’operazione, profilo di rischio degli attivi, impatti su capitale e liquidità, struttura delle passività e possibili forme di supporto pubblico.
L’agenzia richiama inoltre i rischi di esecuzione e operativi legati a una fusione trasformativa, in particolare per quanto riguarda migrazioni infrastrutturali e IT, evidenziando la complessità aggiuntiva derivante dal processo di integrazione già in corso tra MPS e Mediobanca.
L’operazione resta infine soggetta a rischi politici e a molteplici autorizzazioni regolamentari e antitrust, oltre che all’approvazione degli azionisti ove necessario.