(Teleborsa) - I
prezzi del petrolio restano sostanzialmente vicini alla parità mentre il mercato attende sviluppi dai
negoziati previsti a Doha. Il
Brent agosto, in scadenza martedì, cede lo 0,16% a
73,03 dollari al barile, circa 20 dollari (-22%) sotto la chiusura del mese scorso. Il contratto settembre, più scambiato, è sostanzialmente piatto a 73,94 dollari. Il
WTI USA guadagna lo 0,07% a 70,81 dollari, in calo di circa 17 dollari (-19%) dalla chiusura del 29 maggio.
Secondo
Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, gli attuali livelli di prezzo sovrastimerebbero la rapidità della normalizzazione del traffico nello stretto e della ripresa della produzione bloccata: UBS prevede un Brent a
85 dollari entro fine anno, con un più ampio paniere di materie prime che continuerebbe a offrire benefici di diversificazione di portafoglio.
"Gli investitori stanno scontando le speranze di un esito positivo dai colloqui di Doha, anche se una vera
normalizzazione dei flussi attraverso lo
Stretto di Hormuz non è ancora visibile", ha dichiarato a Reuters
Tim Waterer, chief market analyst di
KCM Trade. "Il mercato è cautamente fiducioso ma continua a coprirsi finché non vedremo segnali più tangibili di de-escalation".
A pesare ulteriormente sui prezzi, le preoccupazioni sulla
domanda cinese: "Attendiamo ulteriori segnali di ripresa degli acquisti cinesi, ma non possiamo ancora scommettere su un grande ritorno sul mercato del più grande importatore mondiale di greggio", ha spiegato invece
Neil Crosby, head of research di
Sparta Commodities.
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