Health Insurance: cresce il modello preventivo
Italian Insurtech Association: il 20% degli investimenti insurtech è destinato alla salute
(Teleborsa) - L’evoluzione dell’Health Insurance è stata al centro della sessione Life, Health & Longevity degli Insurtech Days, l’appuntamento annuale promosso da Italian Insurtech Association (IIA) e dedicato all’innovazione nel settore assicurativo.
Dal dibattito è emerso uno scenario destinato a ridefinire i bisogni di assistenza e, con essi, il ruolo delle assicurazioni. Il primo grande cambiamento è di natura demografica: nel 2030 una persona su sei nel mondo avrà più di 60 anni; nel 2050 gli ultrasessantenni saranno 2,1 miliardi.
All’invecchiamento della popolazione si accompagna la crescente diffusione delle malattie croniche non trasmissibili, già oggi responsabili di oltre il 70% dei decessi nel mondo.
L’allungamento dell’aspettativa di vita, per un numero sempre maggiore di persone, comporta anche la necessità di convivere più a lungo con patologie che richiedono cure e assistenza continuative. La crescita della domanda di assistenza, tuttavia, si scontra spesso con la difficoltà di aumentare in egual misura le risorse ad essa destinate.
La portata dei cambiamenti in atto trova riscontro nelle scelte di investimento dell’industria assicurativa. Secondo i dati raccolti da Italian Insurtech Association, nei primi sei mesi del 2025 gli investimenti negli ecosistemi assicurativi hanno raggiunto i 230 milioni di euro, pari a circa il 70% dei 330 milioni investiti nell’intero 2024. Alla Salute è riconducibile il 20% delle risorse investite, una quota lievemente inferiore rispetto a quella destinata alla Mobilità (21%) e superiore a quelle dedicate a Casa (15%) e PMI/Commercial Lines (14%).
La distribuzione degli investimenti colloca dunque la Salute tra gli ambiti di maggiore interesse per il mercato assicurativo e testimonia la crescente attenzione dell’industria verso l’evoluzione dei bisogni sanitari e assistenziali.
Ad alimentare questa evoluzione contribuisce anche la forte accelerazione degli investimenti tecnologici. Le prospettive delineate da Gartner per il 2026 indicano che l’intelligenza artificiale continuerà ad assorbire una quota crescente delle risorse destinate all’innovazione. Circa l’89% delle organizzazioni assicurative prevede di aumentare gli investimenti in AI, con un incremento medio del 32% rispetto al 2025. All’interno di questa tendenza assume particolare rilievo la Generative AI: la stessa percentuale di organizzazioni intende destinarvi maggiori risorse, ma con una crescita media ancora più sostenuta, pari al 38%. Seguono Cybersecurity, Business Intelligence/Data Analytics e piattaforme Cloud, ambiti in cui la percentuale di organizzazioni orientata a incrementare i finanziamenti raggiunge rispettivamente l’83%, il 76% e il 75%, con incrementi medi negli investimenti del 23%, del 24% e del 19% rispetto al 2025.
Non si tratta, quindi, di una spinta circoscritta all’intelligenza artificiale, ma di un più ampio rinnovamento delle basi tecnologiche necessarie a sostenere nuovi processi e nuovi modelli di servizio. In questa direzione va anche la progressiva riduzione degli investimenti nelle infrastrutture on-premises, prevista dal 52% delle organizzazioni, in favore di sistemi più flessibili, distribuiti e scalabili. Per alcune tecnologie, del resto, il passaggio alla piena operatività è già in corso: l’intelligenza artificiale, le infrastrutture ibride distribuite e le piattaforme low-code/no-code stanno infatti superando progressivamente la logica sperimentale per diventare parte integrante dei processi e dei modelli operativi delle organizzazioni.
Ed è proprio questa maggiore capacità tecnologica a rendere possibile l’evoluzione del modello dell’Health Insurance. La copertura delle spese mediche e la gestione del sinistro ne restano elementi essenziali, ma non ne esauriscono più la funzione. L’intervento può estendersi a ciò che precede e segue l’insorgere di una patologia, affiancando al rimborso dei servizi di prevenzione, orientamento, monitoraggio e assistenza continuativa. L’integrazione di dati e strumenti digitali permette infatti di riconoscere più tempestivamente i bisogni, i rischi e le fragilità.
La prevenzione può così essere modulata in funzione delle condizioni e delle esigenze delle singole persone, mentre il monitoraggio e l’assistenza possono proseguire nel tempo, soprattutto in presenza di malattie croniche. In questo nuovo assetto l’Health Insurance non interviene più soltanto quando il problema si manifesta, ma contribuisce a prevenirlo e, laddove ciò non sia possibile, a limitarne le conseguenze.
"Per lungo tempo il valore di una polizza sanitaria è dipeso soprattutto dalla sua capacità di proteggere l’assicurato dalle conseguenze economiche di una malattia. Una capacità che rimane centrale, ma che non è più sufficiente per rispondere ai nuovi bisogni sanitari e assistenziali. L’Health Insurance è chiamata oggi a estendere il proprio raggio d’azione sia a ciò che precede le cure, attraverso la prevenzione e l’individuazione tempestiva dei rischi e delle fragilità, sia a ciò che le segue, tramite il monitoraggio e la continuità dell’assistenza. Dati, intelligenza artificiale e servizi digitali consentono di comprendere meglio i bisogni individuali e di sviluppare soluzioni più mirate. L’innovazione può così rendere l’Health Insurance più efficace e maggiormente accessibile, purché sia accompagnata da regole chiare, responsabilità definite e una rigorosa tutela delle persone", afferma Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association.
Le tecnologie abilitanti saranno determinanti per accompagnare l’evoluzione in atto. Secondo le proiezioni di Gartner, un'adozione strutturata delle Intelligent Applications in almeno tre funzioni operative "core", quali, ad esempio, la gestione dei sinistri, la valutazione del rischio e il customer service, potrebbe migliorare l’efficienza operativa del 25% grazie a una maggiore automazione dei processi e a modalità decisionali più dinamiche. Questo risultato, tuttavia, non dipenderà dalla semplice introduzione di nuove tecnologie, ma dalla capacità di integrarle ripensando i processi, i modelli operativi e il rapporto con i sistemi informativi esistenti.
La sfida decisiva sarà, pertanto, trasformare dati e tecnologie in servizi capaci di accompagnare le persone con continuità, dalla prevenzione all’accesso alle cure, fino al monitoraggio e all’assistenza. In questo nuovo assetto la compagnia assicurativa è chiamata ad assumere il ruolo di orchestratore dell’ecosistema, capace di connettere strutture sanitarie, piattaforme digitali e partner tecnologici, coordinarne l’intervento e tradurre competenze e servizi diversi in risposte concrete ai bisogni delle persone. Il futuro dell’Health Insurance si giocherà sulla capacità di rendere questo percorso più semplice per le persone, più coordinato tra i diversi attori e più efficace nei risultati. A determinare il valore del nuovo modello non sarà, pertanto, la quantità di tecnologie disponibili, ma la misura in cui esse sapranno contribuire a prevenire i rischi, garantire continuità nell’assistenza e aiutare le persone a vivere più a lungo e in migliori condizioni di salute.
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