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Clausola di salvaguardia su energia e difesa: Giorgetti alle Camere

Prendono il via alle 9 a Montecitorio le comunicazioni di Giorgetti

Economia, Politica
Clausola di salvaguardia su energia e difesa: Giorgetti alle Camere
(Teleborsa) - L'Italia si prepara ad avviare l'iter per la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia sulle spese relative all'energia ed alla difesa. Sul tema riferirà oggi alla Camera ed al Senato il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Le comunicazioni sono in calendario per questa mattina alle ore 9 nell'Aula di Montecitorio.

In vista di questo importante appuntamento, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto ieri sera agli uffici di presidenza delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. All'uscita, il titolare del MEF non ha voluto dare anticipazioni ed ha spiegato "abbiamo fatto una bella discussione, ma dovete chiedere ai parlamentari se hanno capito, domani spiegherò bene in Aula". "Il SAFE? Si safe chi può" ha poi scherzato Giorgetti, rispondendo a chi domandava se l'Italia intendesse attivare i fondi europei SAFE (lo strumento dell'UE per sostenere l'industria della difesa) per gli armamenti.

Frattanto, si è tenuto ieri a Palazzo Chigi un incontro dei vertici della maggioranza. Erano presenti la Premier Giorgia Meloni, assieme ai vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani ed il Ministro Giorgetti. Obiettivo: limare le rispettive posizioni per giungere ad una bozza di risoluzione comune, con la Lega che spinge per un diverso trattamento delle spese in ambito difesa, da usare più genericamente per la sicurezza nazionale. In extremis, la maggioranza potrebbe optare per una risoluzione in forma breve, che prenda atto delle comunicazioni di Giorgetti e le sottoscriva.

Per quanto riguarda la difesa, l'attivazione della clausola di salvaguardia (cioè la deroga temporanea dagli obiettivi di aggiustamento del deficit previsti dal Patto) è un'opzione a disposizione di tutti i Paesi UE per aumentare la spesa militare nazionale fino all'1,5% del PIL (extra-vincoli) al 2030 e allinearsi agli obiettivi UE e NATO che prevedono una spesa fino al 3% del PIL. Sul fronte dell'energia, invece, l'ipotesi di attivare la clausola è emersa di recente con l'aggravarsi della crisi mediorientale, a causa del blocco dello Stretto di Hormuz. L'ascesa delle quotazioni petrolifere, l'aumento dei costi dell'energia ed i ripetuti interventi sui carburanti hanno indotto il governo a ipotizzare l'attivazione della clausola di salvaguardia, prevista dal nuovo Patto di Stabilità, anche per le spese per fronteggiare la crisi energetica, purché di carattere temporaneo. Sul punto, Giorgetti ha sondato il terreno in occasione della riunione informale dell’Eurogruppo di Nicosia.

La richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia, come previsto dal nuovo Patto di stabilità europeo, va richiesta alla Commissione europea, che deve esaminare ed accogliere la richiesta di "deroga temporanea" avanzata da uno Stato membro e poi raccomandarla al Consiglio, che l'approva a maggioranza per un certo periodo temporale. La proroga della clausola è ammessa in "circostanze eccezionali", ma deve essere rivalutata annualmente.
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