Francia, spread a quota 100 tra incognite di bilancio, agenzie di rating e ascesa Le Pen
La ricerca di UniCredit
(Teleborsa) - Diversi fattori di incertezza dovrebbero indurre gli investitori alla prudenza nei confronti dei titoli di stato francesi ed è probabile che lo spread OAT-Bund a 10 anni rimanga, per il momento, nell'intervallo osservato dall'inizio di settembre. È la view di UniCredit, che in una ricerca sul tema fa notare che bisogna tornare indietro fino al luglio 2012 - prima della celebre promessa "whatever it takes" dell'allora presidente della BCE Mario Draghi - per trovare l'ultima volta in cui lo spread OAT-Bund a 10 anni ha superato la soglia dei 100 punti base. Il differenziale di rendimento si è ampliato di quasi 30 punti base dall'inizio dell'anno.
Mentre i precedenti episodi di allargamento registrati a partire dal giugno 2024 erano riconducibili a fattori specifici della Francia o a elementi esterni, la più recente sottoperformance degli OAT è stata determinata da entrambi i tipi di fattori simultaneamente.
Negli ultimi temi c'è stata divergenza tra lo spread OAT-Bund e la media degli spread BTP-Bund e SPGB-Bund, con gli investitori che considerano sempre più i titoli italiani e spagnoli come valide alternative agli OAT. Lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha temporaneamente arrestato la sottoperformance degli OAT rispetto ai BTP, frenata dovuta alla maggiore esposizione dell'Italia ai prezzi dell'energia. Tuttavia, la tendenza è presto ripresa: attualmente, l'OAT a 10 anni scambia con un rendimento superiore di 10 punti base rispetto al BTP a 10 anni.
"Il recente allargamento dello spread OAT-Bund è stato causato da una combinazione di fattori: da un lato, una pressione di vendita generalizzata sui mercati a reddito fisso, rivelatasi più marcata per i paesi più indebitati; dall'altro, rischi specifici legati alla Francia, in particolare le persistenti preoccupazioni degli investitori riguardo agli indicatori di finanza pubblica del Paese e alle elezioni presidenziali dell'aprile 2027", scrive Francesco Maria Di Bella, FI Strategist di UniCredit. "Sebbene manchino ancora più di sei mesi alle elezioni presidenziali - periodo durante il quale le condizioni di mercato potrebbero subire significative evoluzioni - l'attenzione dei media è recentemente aumentata grazie a una maggiore chiarezza su candidati e programmi - aggiunge - Alcune delle proposte in campo sono fortemente controverse, come il piano di Jean-Luc Mélenchon, leader del movimento populista di sinistra La France Insoumise, volto a congelare il debito pubblico contratto durante la pandemia".
Guardando avanti, un allentamento delle tensioni in Medio Oriente potrebbe spingere lo spread verso il limite inferiore del recente intervallo di oscillazione, o addirittura al di sotto di esso; per contro, il differenziale di rendimento potrebbe ampliarsi ulteriormente qualora le aspettative di inflazione dovessero salire ancora e le banche centrali ribadissero i loro orientamenti restrittivi. Inoltre, la situazione fiscale della Francia rimarrà sotto i riflettori, dato che il governo presenterà il bilancio per il prossimo anno entro la fine di settembre. A ciò si aggiunge la revisione del rating creditizio del paese da parte di Moody's, prevista per il 23 ottobre. UniCredit prevede che l'agenzia di rating declasserà la Francia da Aa3 ad A1. Tale mossa allineerebbe il rating a quelli di S&P e Fitch, che hanno già declassato il paese, e dovrebbe quindi avere un impatto limitato sui titoli di Stato francesi.
Tuttavia, il principale fattore idiosincratico per i rendimenti francesi sarà la politica. Gli ultimi sondaggi indicano che Marine Le Pen è nettamente in vantaggio sugli altri candidati attuali e vincerebbe un eventuale ballottaggio contro Mélenchon, Édouard Philippe (centro-destra, Horizons) e Gabriel Attal (centro, Renaissance). Il distacco tra Mélenchon e Philippe è molto ridotto. Attualmente, Polymarket stima la probabilità di vittoria di Le Pen al 36%, quella di Philippe al 25% e quella di Mélenchon al 13%. Ciò premesso, il quadro politico rimane fluido: è probabile che l'incertezza sui candidati e sui loro programmi definitivi resti elevata in vista delle elezioni.
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