(Teleborsa) - L'esercizio 2025/2026 di
Danieli & C. Officine Meccaniche chiude con
fatturato complessivo inferiore allo scorso esercizio, con un miglior
utile netto di 230,4 milioni di euro ed un
margine operativo lordo (
EBITDA) di 438,9 milioni di euro in linea con il 2024/2025. La cassa generata è risultata ampiamente sufficiente a garantire la copertura finanziaria degli investimenti fatti e delle ingenti spese di ricerca e sviluppo sostenute nell’esercizio.
Il
risultato della gestione finanziaria è positivo per 83,4 milioni di euro. La gestione di tesoreria è proseguita quindi in modo efficiente mantenendo un alto profilo di solvibilità e con una buona posizione finanziaria netta positiva a fine periodo. La gestione valutaria è al pari molto positiva generando un effetto cambi attivo di 26,9 milioni di euro legato alla gestione delle valuta USD ed all’allineamento al cambio del 30 giugno 2026 di tutte le poste in divisa presenti a bilancio.
Considerando il profilo degli investimenti in essere a fine esercizio possiamo prevedere un buon risultato finanziario anche per l’esercizio 2026/2027 dove la componente cambi dovrebbe invece rimanere più neutra senza incidere positivamente o negativamente sui risultati.
L’utile netto del periodo ammonta a 230,4 milioni di euro, in aumento del 5% rispetto ai 220,1 milioni di euro dell’esercizio chiuso al 30 giugno 2025 e si prevede stabile o in miglioramento per l’esercizio 2026/2027.
Il
portafoglio ordini del Gruppo risulta ben diversificato per area geografica e per linea di prodotto e ammonta, al 30 giugno 2026, a 6.038 milioni di euro (di cui 362 milioni di euro nel settore della produzione di acciai speciali) rispetto a 5.384 milioni di euro al 30 giugno 2025 (di cui 271 milioni di euro per ABS Steel Making).
OutlookLe previsioni per il 2027 si proiettano stabili al 3,4%, dove la crescita si svilupperà diversamente in due blocchi: quello delle economie avanzate, in leggero miglioramento al 1,8% (in parte sostenuta dai piani di sviluppo green per decarbonizzare le principali attività industriali) e quello delle economie emergenti, in salita al 4,5%, con consumi stabili in Cina ma con l’India in crescita costante assieme
agli altri Paesi dell’area EMEA.
Nel 2027 il tasso di crescita medio previsto per i Paesi avanzati sarà positivo ma ancora frenato dalla complessa situazione geopolitica attuale, mentre la crescita sarà più sostenuta nei Paesi emergenti trainata anche da piani economici interni per rendere sostenibili le attività del tessuto produttivo e migliorare il welfare per la comunità. Per la seconda metà del 2026 e per tutto il 2027 si prospetta
quindi una crescita stabile, seppure debole, in attesa di nuove politiche statali per attuare la transizione verde, superando le attuali difficoltà di attuazione – soprattutto nel settore industriale – riducendo l’uso di combustibili fossili e promuovendo pratiche efficienti di riciclo delle risorse naturali.
Le performances di entrambi i settori Plant Making (ingegneria e costruzioni impianti) e Steel Making (produzione acciai speciali) ed il mantenimento del portafoglio ordini a buoni livelli fanno prevedere risultati positivi di Gruppo anche per il prossimo esercizio, con l’obiettivo di migliorare nel 2026/27 quanto fatto nel 2025/2026.
In particolare, nel settore Plant Making, grazie alle ingenti quote a finire dei progetti in backlog, si prevede un risultato operativo in linea o migliore rispetto il 2025/2026, con maggiori ricavi, una buona marginalità e con un’equa distribuzione dei ricavi tanto nelle principali linee di prodotto (acciaierie, prodotti lunghi e prodotti piani) quanto in tutte le aree geografiche interessate dai nostri progetti.
Per il settore Steel Making è atteso un 2026/2027 in leggera crescita nei volumi di produzione, ma con una migliore marginalità e maggiore efficienza nei processi produttivi, potendo contare su tre linee di verticalizzazione prodotti: barre, vergella e sfere. Rimane sempre presente la variabile energia, insieme alla debolezza della domanda legata anche all’incertezza presente in UE ed a quella generata dai conflitti in corso sia in Ucraina che in Iran, che potrebbero ancora incidere negativamente sia sui volumi che sulla marginalità della produzione.
Sulla base di tali considerazioni e prospettive, gli
obiettivi del Gruppo Danieli per l’anno fiscale 2026/2027 sono: Fatturato 3.900-4.200 milioni euro; EBITDA 430-450 milioni euro; Net cash (Adjusted) 1.000-1.100 milioni euro; Portafoglio ordini 5.800-6.000 milioni euro.
"Con questi obiettivi il Gruppo Danieli, nel settore Plant Making, proseguirà con il consolidamento della sua struttura internazionale, mentre si sta procedendo nel settore Steel Making con la costruzione del nuovo impianto Digimelter presso il sito italiano di ABS, parte integrante del nuovo piano di investimenti volto a rinnovare anche gli altri forni elettrici e raddoppiare la capacità produttiva
installata, migliorando competitività, qualità e produttività entro la fine del 2026. Il Gruppo continua a perseguire gli obiettivi di efficienza, quali aumento della produttività, riduzione dei costi di struttura ed innovazione, con l’obiettivo di migliorare la competitività nel mercato globale e garantire un miglior servizio soprattutto ai clienti nel South East Asia, dove si concentra la maggioranza della produzione di acciaio".