(Teleborsa) -
Segni rossi diffusi sui listini asiatici con lo sguardo sulla politica monetaria e sul comparto tecnologico.
La
Bank of Japan,
come ampiamente atteso, ha
mantenuto fermi i tassi di interesse, confermando un tasso interbancario all'
1,25%, in considerazione di un'inflazione di fondo, che esclude alimentari freschi ed energia, che si è posizionata su un livello "generalmente coerente con l'obiettivo di stabilità dei prezzi del 2% e si prevede che si mantenga intorno a tale livello".
Parallelamente, persistono le preoccupazioni sui
corposi investimenti in intelligenza artificiale ulteriormente alimentate dai dati e dalle previsioni di colossi come
Amazon e
Intel, le cui azioni sono crollate rispettivamente del 7% e del 23% nell'after-hours.
A
Tokyo, forte calo del
Nikkei 225 (-2,26%), interrompendo la serie di tre rialzi consecutivi, iniziata martedì scorso; sulla stessa linea, giornata da dimenticare per
Shenzhen, che ritraccia del 2,7%.
Positivo
Hong Kong (+0,86%); pesante la Borsa di
Seul (-3,48%).
In netto miglioramento
Mumbai (+1,95%); sulla stessa linea, in moderato rialzo
Sydney (+0,6%).
Andamento piatto per l'
euro contro la valuta nipponica, che mostra una variazione percentuale pari a -0,07%. Appiattita la performance dell'
euro nei confronti della divisa cinese, che tratta con un modesto +0,03%. Sostanziale invarianza per l'
euro contro il dollaro hongkonghese, che passa di mano con un trascurabile +0,11%.
Il rendimento dell'
obbligazione decennale giapponese è pari 2,79%, mentre il rendimento del
titolo di Stato decennale cinese scambia 1,64%.