Venerdì 10 Luglio 2020, ore 12.36
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Standoff

Paralisi politiche, duelli e stalli alla messicana.

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Azzardiamo l’ipotesi che sia sufficiente una caduta veloce del 2-3 per cento dai livelli attuali per sbloccare lo stallo, anche perché i dati macro più recenti sono risultati complessivamente positivi.

Superato l’ostacolo fiscale americano i mercati azionari punteranno di nuovo verso l’alto senza che questo comporti effetti collaterali negativi sui bond. Per molti aspetti siamo tornati, strutturalmente, alla situazione precedente il famoso discorso di Bernanke sul tapering. Borse forti, Treasuries stabili e spread di credito in discesa.

The Matrix Trilogy. 1999 – 2003.Quanto alla forza dell’euro, è possibile che continui ancora per qualche tempo. Anche sul cambio, in Europa, si fa quello che vuole la Germania e i tedeschi hanno la tendenza, quando le cose vanno bene, ad allargarsi un po’ e a compiacersi della forza della loro valuta. Ora in Germania l’economia è andata molto bene in luglio e agosto e ora sta leggermente rallentando. Si tratta però di un rallentamento previsto, che dovrebbe durare ancora fino a fine ottobre e lasciare poi il passo a una graduale riaccelerazione. Nulla osta, quindi, a un ulteriore rafforzamento dell’euro, per lo meno dal punto di vista tedesco.

Lascia però perplessi, questa rivalutazione, se si considerano le condizioni del resto dell’Europa. Qui vediamo un miglioramento ciclico dovuto essenzialmente all’allentamento della politica fiscale e, in parte minore, alle esportazioni. Ora è difficile pensare che la Germania, nei prossimi anni, acconsentirà a ulteriori allentamenti fiscali. È difficile anche credere a una ripresa duratura dei consumi interni. Restando a questo punto solo le esportazioni, un euro troppo forte non sarà certamente d’aiuto. Inoltre l’economia europea accelererà solo se anche quella americana farà altrettanto. La distanza tra Stati Uniti ed Europa, in termini di crescita, rimarrà quindi invariata. Per questo, nel medio termine, continuiamo a preferire il dollaro.

(Nella foto: The Matrix Trilogy. 1999 – 2003.)
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