Mercoledì 8 Luglio 2020, ore 14.58
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Calmi e confusi

Si apre una fase più sobria e meno nevrotica

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Quanto ai tassi, dopo aver sprecato mesi preziosi di vita a discutere dei disastri che avrebbe provocato l'alzarli e di quelli che avrebbe provocato il non alzarli, oggi siamo rappacificati e attendiamo senza terrore le prossime sessioni del Fomc della Fed. In fondo sono confusi anche i banchieri centrali, ma per una volta la confusione non è dovuta a dispute dottrinarie o politiche ma al fatto che i pro e i contro si equivalgono.

Pirrone calmissimo nel mare in tempestaL'inflazione, nel frattempo, non è decollata e non si è nemmeno trasformata in deflazione. L'indice americano dei prezzi al consumo, doverosamente corretto dagli effetti di alimentari ed energia, è miracolosamente vicino, con il suo 1.9 fresco di giornata, all'obiettivo strategico della Fed. Se è vero che in un anno il prezzo del petrolio si è dimezzato e che un chilowattora in Germania costa un terzo di un anno fa, è anche vero che le polizze sanitarie in America costano oggi quasi il doppio di quanto costavano prima dell'Obamacare.

Anche sui destini delle materie prime e delle economie emergenti ad esse legate le attese sono più sfumate. Il petrolio, alla fine, sembra essersi stabilizzato. L'oro non è crollato e gode al contrario di discreta salute.

La Russia non è implosa come si pensava a gennaio, in Ucraina è esplosa la pace, le sanzioni non avranno vita lunga ma d'altra parte le riserve valutarie continuano a ridursi e con loro si reduce la solidità strutturale del paese. Il Brasile, dal canto suo, continua ad attraversare pessime acque politiche ed è in recessione conclamata, ma il cambio è ora sufficientemente basso da garantire, insieme alle misure di contenimento della spesa pubblica, una certa stabilizzazione. L'India continua ad essere il migliore tra i peggiori, ma va anche detto che il processo di riforma è molto più lento di come si era pensato inizialmente. Luci ed ombre per tutti, insomma, e valutazioni di borse e valute che riflettono abbastanza bene questa situazione.
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