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Mercoledì 1 Dicembre 2021, ore 23.24
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Rituali di espiazione

È una correzione, ma con una punta di disagio

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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La correzione è un meccanismo fisiologico, ci diciamo, è un purgante che disintossica e che va vissuto come una medicina. Quando una correzione tarda ad arrivare iniziano a levarsi voci ammonitrici, prima isolate e poi via via più corali e perentorie, che la esigono e la invocano. Non importa se nulla è cambiato al contorno e non importa nemmeno se tutti siamo convinti che, passata la correzione, il mercato salirà ancora più in alto. Non importa perché la correzione è esattamente la precondizione perché il mercato salga ancora di più.


La correzione dei giorni scorsi è stata del 5 per cento. Se ci è sembrata tosta è perché in questo rialzo regolare e inesorabile che dura da più di un anno ci siamo abituati a chiamare correzioni anche discese dell'uno per cento. In realtà si è trattato di un fenomeno benigno, prontamente seguito da un recupero.

Tutto qui, dunque? No, c'è dell'altro. Questa volta si è avvertita anche una punta di disagio autentica sulla realtà sottostante che potrebbe perdurare ancora qualche settimana. Luglio e agosto sono stati mesi deludenti sul piano della crescita, in particolare in America e in Asia. Settembre è partito meglio, ma gli effetti della variante delta non sono venuti meno del tutto. Sono effetti psicologici che limitano la propensione al consumo e sono anche effetti pratici, come le strozzature sul lato dell'offerta, soprattutto in Asia.

L'inflazione è sembrata attenuarsi in America, ma a livello globale c'è del fuoco che cova sotto la cenere. I forti rialzi del prezzo del gas possono anche avere ragioni specifiche, ma ci ricordano che un mondo che ha smesso bruscamente di investire in energie fossili senza avere altrettanto velocemente approntato fonti alternative rimarrà vulnerabile a rincari per tutto il prossimo decennio. Senza contare che i rincari dell'energia possono avere effetti sorprendenti sui settori industriali che ne consumano di più, come si è già visto con i drastici tagli alla produzione di fertilizzanti (che causeranno a valle rincari negli alimentari) per effetto del rialzo del gas.
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