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Sabato 1 Ottobre 2022, ore 07.57
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La FED e l'asino di Buridano: inflazione o recessione?

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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La Fed a fronte delle scelte che deve fare rappresenta, oggi, il paradosso dell'asino di Buridano, che incapace di scegliere tra due mucchi di fieno uguali accompagnati dalla stessa quantità di acqua finisce per morire di fame e di sete. Il paradosso rappresenta il dilemma a cui si trova di fronte la Fed, perché qualunque decisione possa prendere o sia in grado di prendere – alzare o mantenere invariati i tassi sul debito o aprire alla recessione probabile – il problema di un rischio sistemico di default finanziario non viene risolto ma solo differito.

Il pensiero unico monetarista eretto a verità incontrovertibile grazie ad un sistema di relazioni tossiche tra accademia, politica e finanza ha finito per divorare se stesso esattamene come Saturno divorava i propri figli inondando di una liquidità senza un controvalore reale il mondo della finanza, separandola totalmente dall'economia reale a cui dovrebbe, invece, sottostare.


Dal momento in cui la moneta è stata separata dalla convertibilità in oro nel 1971, il mondo della finanza ha seguito un suo percorso di sviluppo astrale ma funzionale a sostenere interessi sovraordinati al mondo reale, assumendo un ruolo di governo funzionale all'esercizio di una forma di "macrousura" geopolitica. La Fed in tutto questo ha avuto gravissime responsabilità delle quali dovrebbe essere chiamata a rispondere rispetto all'uso spregiudicato del capitalismo finanziario che, dopo avere spolpato l'economia reale, ha gettato gli Usa ed il mondo nel turbine della tempesta monetaria con una stampa infinita di moneta fiat cioè senza sottostante reale.

Infatti dopo la crisi del settembre 2008, l'unica soluzione è stata affidata alla trappola mortale del Quantitative easing (Qe), che ha aumentato la massa monetaria, ma non ha prodotto effetti sulla reale crescita del Paese, che in mancanza di una vera attività manifatturiera delocalizzata è diventato ostaggio degli indici finanziari e della moneta in una logica di breve tempo che distrugge ma non costruisce tipico della sindrome della locusta. L'avere aiutato le cinque banche dal default, too big, too fail, ha di fatto cancellato tutte le norme contro il monopolio aprendo la strada all'infinita finanza.
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