(Teleborsa) -
Le Borse europee sono deboli, con Madrid che è l'unica a mostrare un ribasso accentuato, con la situazione in Medio Oriente che è diventata ancora più tesa, aumentando il rischio di uno shock petrolifero globale. Il Brent è risalito brevemente sopra i 100 dollari al barile, prima di rintracciare, con due petroliere che sono state colpite in acque irachene e con l'Oman che ha evacuato un importante terminal per l'esportazione di petrolio a Mina Al Fahal (le operazioni sono state sospese per diverse ore prima di riprendere); inoltre, ci sono state ulteriori segnalazioni di attacchi a Dubai, con detriti di droni caduti oggi sulla facciata di un edificio e un altro su un nuovo complesso residenziale.
Ieri l'
IEA ha
annunciato la possibilità di rilasciare 400 milioni di barili dalle riserve strategiche, un intervento senza precedenti volto ad attutire uno shock immediato dell'offerta. Allo stesso tempo, l'
OPEC ha
confermato che l'Arabia Saudita ha aumentato la produzione, a dimostrazione della volontà di Riad di evitare un'impennata incontrollata dei prezzi. Nonostante questi segnali di stabilizzazione, le dichiarazioni di Teheran hanno riacceso le tensioni, con un alto comandante iraniano che ha avvertito che
il mondo dovrebbe "prepararsi a prezzi del petrolio superiori a 200 dollari". Da parte sua, Donald Trump ha inasprito i toni, affermando di stare prendendo in considerazione il controllo dello Stretto di Hormuz e che la guerra è "completamente conclusa" e "molto in anticipo rispetto al previsto".
Dopo i fallimenti di Tricolor, First Brands e Market Financial Solutions, i
mercati sono di nuovo preoccupati per il debito privato, un universo in cui istituzioni non bancarie (come fondi di credito, hedge fund e assicuratori) prestano ingenti somme a società non quotate, prima di riconfezionare questi prestiti in veicoli opachi.
Morgan Stanley ha
limitato i riscatti in uno dei suoi fondi di credito privato dopo che gli investitori hanno cercato di ritirare quasi l'11% delle azioni, restituendo solo il 45,8% delle richieste per il trimestre.
JPMorgan ha ridotto i prestiti ai fondi di credito privato, mentre
BlackRock e
Blackstone hanno anch'esse limitato i prelievi a fronte dell'aumento delle richieste di riscatto.
Tra gli
annunci societari in Europa,
BMW ha
fatturato 137,1 miliardi di euro nel 2025 (+1,3% su base annua) con un margine EBIT Automotive del 5,3%, mentre le previsioni per il 2026 indicano una modesta ripresa dei volumi trainata dai lanci di Neue Klasse e un margine EBIT stabile intorno al 4-6%.
RWE ha comunicato che l'EBITDA rettificato per il 2025 è stato di 5,1 miliardi di euro, con capex 2026-31 di 35 miliardi di euro per una capacità di 25 GW. In
Italia,
Generali ha
chiuso il 2025 con un utile in aumento del 14,5%, ha alzato il dividendo e annunciato un buyback da 500 milioni di euro;
Leonardo ha
aggiornato il piano, prevedendo ordini cumulati per 142 miliardi di euro al 2030;
Webuild ha
terminato il 2025 sopra le attese, annunciando un dividendo di 0,081 euro e un investor day giugno;
ERG ha
segnalato un EBITDA 2025 nella parte bassa della guidance ed è al lavoro sul nuovo piano che presenterà a fine 2026-inizio 2027.
L'
Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a -0,09%. Sostanzialmente stabile l'
oro, che continua la sessione sui livelli della vigilia a quota 5.177,4 dollari l'oncia. Deciso rialzo del
petrolio (Light Sweet Crude Oil) (+5,83%), che raggiunge 92,34 dollari per barile.
Aumenta di poco lo
spread, che si porta a +74 punti base, con un lieve rialzo di 1 punti base, con il
rendimento del BTP a 10 anni pari al 3,67%.
Tra gli indici di Eurolandia ferma
Francoforte, che segna un quasi nulla di fatto, trascurata
Londra, che resta incollata sui livelli della vigilia, e deludente
Parigi, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.
Si muove in frazionale ribasso
Piazza Affari, con il
FTSE MIB che sta lasciando sul parterre lo 0,42%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il
FTSE Italia All-Share, che retrocede a 47.050 punti. In ribasso il
FTSE Italia Mid Cap (-1,48%); sulla stessa linea, in rosso il
FTSE Italia Star (-0,89%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
Leonardo (+7,41%),
Fincantieri (+2,48%),
Generali Assicurazioni (+2,32%) e
DiaSorin (+1,63%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Inwit, che prosegue le contrattazioni a -3,23%. Scivola
Banca MPS, con un netto svantaggio del 2,59%. In rosso
Mediobanca, che evidenzia un deciso ribasso del 2,33%. Spicca la prestazione negativa di
Brunello Cucinelli, che scende del 2,00%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano,
Ferragamo (+8,13%),
Zignago Vetro (+3,28%),
Sesa (+1,85%) e
CIR (+1,34%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
Webuild, che continua la seduta con -8,20%. Tonfo di
MFE A, che mostra una caduta del 7,48%. Lettera su
ERG, che registra un importante calo del 6,72%. Scende
MFE B, con un ribasso del 6,25%.