(Teleborsa) -
Seduta in rosso per le Borse europee, Piazza Affari compresa, mentre
salgono i rendimenti dei titoli di Stato sui principali mercati governativi, con gli investitori che continuano a richiedere premi più elevati per finanziare economie caratterizzate da deficit pubblici persistenti e crescenti esigenze di raccolta. Il rendimento medio dei titoli governativi globali è tornato sui livelli più elevati dal 2008, con il rialzo dei prezzi del petrolio, alimentato dalle persistenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, che fa aumentare le scommesse di aumenti dei tassi da parte delle maggiori banche centrali globali.
Sul fronte macroeconomico, il dato odierno più importante è stata l'
inflazione dell'Eurozona. Ad agosto l'inflazione flash headline è
salita di +0,4% m/m e di +3,3% a/a (come previsto e rispetto a +2,9% di luglio), mentre quello core di +2,4% a/a (rispetto a +2,5% previsto e precedente). "Benché l'inflazione complessiva sia la più alta da circa 3 anni, il traino è provenuto quasi esclusivamente dall'energia (+14,3% a/a) - commentano gli analisti di Intesa Sanpaolo - un'altra leggera accelerazione è stata registrata dai beni industriali non energetici, probabilmente riconducibile all'AI, mentre l'inflazione alimentare è rimasta stabile e i servizi sono tornati a rallentare (+3% a/a da +3,3%) sulla scia della volatilità di quelli turistici".
Tra gli altri dato macro, in
Italia la lettura finale del
PIL ha confermato la crescita primaverile di +0,2% t/t, trainata da costruzioni e servizi, mentre il PMI manifatturiero di agosto è sorprendentemente sceso in zona contrazione (49,6 da 51,3 punti) a causa di un elevato calo dei nuovi ordini. A luglio i
tassi di disoccupazione in Italia ed Eurozona sono rimasti stabili al 5,8% ed al 6,4%, rispettivamente.
L'
Euro / dollaro USA continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a -0,12%. L'
Oro crolla a 4.360,4 dollari l'oncia, lasciando sul tavolo l'1,99%. Pioggia di acquisti sul
petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 2,95%.
Lieve miglioramento dello
spread, che scende fino a +81 punti base, con un calo di 1 punti base, mentre il
rendimento del BTP a 10 anni si attesta al 4,16%.
Tra i mercati del Vecchio Continente in rosso
Francoforte, che evidenzia un deciso ribasso dell'1,05%, sottotono
Londra che mostra una limatura dello 0,34%, e deludente
Parigi, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.
Sessione negativa per
Piazza Affari, con il
FTSE MIB che sta lasciando sul parterre l'1,01%; sulla stessa linea, perde terreno il
FTSE Italia All-Share, che retrocede a 54.693 punti, ritracciando dell'1,01%. In ribasso il
FTSE Italia Mid Cap (-1,15%); sulla stessa tendenza, in rosso il
FTSE Italia Star (-1,01%).
Tra le migliori Blue Chip di Piazza Affari, piccolo passo in avanti per
Tenaris, che mostra un progresso dell'1,46%. Composta
ENI, che cresce di un modesto +1,44%. Performance modesta per
DiaSorin, che mostra un moderato rialzo dell'1,37%.
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Poste Italiane, che prosegue le contrattazioni a -3,63%. Spicca la prestazione negativa di
Telecom Italia, che scende del 3,13%.
Prysmian scende del 2,75%. Calo deciso per
Stellantis, che segna un -2,52%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Comer Industries (+1,05%),
RCS (+0,97%),
Anima Holding (+0,57%) e
Carel Industries (+0,56%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
WIIT, che ottiene -4,48%. Sotto pressione
Moltiply Group, con un forte ribasso del 3,31%. Soffre
CIR, che evidenzia una perdita del 2,79%. Preda dei venditori
Technoprobe, con un decremento del 2,74%.