USA, deficit commerciale in calo: il boom dell’export di petrolio compensa le importazioni per l’AI
(Teleborsa) - Ad aprile il deficit commerciale degli Stati Uniti si è ridotto a 55,9 miliardi di dollari, grazie a una forte crescita delle esportazioni energetiche che ha compensato l’aumento delle importazioni legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei data center.
Secondo i dati del Bureau of Economic Analysis (BEA) del Dipartimento del Commercio, le esportazioni sono aumentate del 2,6% rispetto al mese precedente, trainate dalle vendite di petrolio greggio, carburanti e altri prodotti petroliferi. Le importazioni sono invece cresciute del 2%, sostenute soprattutto dall’acquisto di computer, semiconduttori e apparecchiature per le telecomunicazioni.
A favorire il boom dell’export energetico statunitense è stata la crisi in Medio Oriente e la sostanziale chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha ridotto i flussi di petrolio nella regione e spinto al rialzo i prezzi internazionali. I produttori americani hanno colto l’opportunità aumentando le spedizioni all’estero, raggiungendo livelli record.
Parallelamente, gli Stati Uniti continuano a registrare una forte domanda di tecnologie necessarie alla costruzione di nuovi data center, con importazioni in crescita nei settori dei computer, degli accessori informatici e dei semiconduttori.
Il quadro commerciale resta tuttavia influenzato dall’incertezza geopolitica e dalle politiche tariffarie dell’amministrazione Trump. Dopo l’annullamento di molte misure doganali da parte della Corte Suprema, la Casa Bianca ha proposto nuovi dazi di almeno il 10% sulle importazioni provenienti da 60 partner commerciali.
Secondo recenti indagini tra i responsabili degli acquisti delle aziende statunitensi, molte imprese stanno inoltre accumulando scorte per anticipare possibili rincari legati sia al conflitto in Medio Oriente sia all’eventuale introduzione di nuove tariffe commerciali.
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