(Teleborsa) -
Federterziario e UGL hanno siglato il
rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese del
settore Terziario, Commercio e Servizi. Un accordo che
rafforza tutele, competitività e modernizzazione del lavoro in un settore cruciale per l'economia italiana. Il
settore terziario, infatti, rappresenta
la spina dorsale dell’economia, con i servizi e il commercio che generano una quota significativa del valore aggiunto nazionale e del mercato del lavoro.
In Italia oltre due terzi dei lavoratori sono occupati nel terziario e la quota delle imprese attive nei servizi supera il 60% del totale, con un ruolo chiave nella creazione di posti di lavoro e nel sostegno alla crescita economica.
Nonostante la sua importanza, il
comparto affronta sfide strutturali importanti, tra cui una marcata
carenza di manodopera qualificata (deficit stimato in circa
260mila lavoratori nel commercio, ristorazione e alloggio nel 2025).
Il nuovo CCNL prevede un
incremento medio dei minimi tabellari pari al 13,61%, articolato
in tre scaglioni: il primo all’entrata in vigore del contratto, il secondo dal 1° luglio 2026 e il terzo dal 1° marzo 2027.
Tra i punti qualificanti dell’accordo figura la
revisione e aggiornamento del sistema di classificazione e delle figure professionali, con un focus specifico sul
comparto ICT, per il quale è stata introdotta una suddivisione in livelli più dettagliata e coerente con l’evoluzione delle competenze digitali.
Viene inoltre
introdotto il criterio di "fungibilità" orizzontale (art. 96), che consente di impiegare il lavoratore in più attività riferibili al medesimo livello di inquadramento, favorendo una
maggiore flessibilità organizzativa per le aziende e, al tempo stesso, ampliando le opportunità di crescita professionale e di stabilità occupazionale per i dipendenti.
Il contratto
rafforza anche la disciplina dei contratti a termine, consentendo, in presenza di specifiche causali, una
durata superiore ai 12 mesi, per rispondere a esigenze temporanee legate a
picchi di attività, fiere, festività, processi di digitalizzazione, innovazione organizzativa e progetti a tempo determinato che richiedono competenze specialistiche.
Ampio spazio viene riconosciuto alla
contrattazione di secondo livello, quale leva strategica per valorizzare produttività, welfare aziendale e qualità del lavoro, così come alla
formazione continua.
Il rinnovo amplia inoltre il
concetto di stagionalità, includendo quelle
attività caratterizzate da cicli di intensificazione produttiva pur in assenza di chiusure annuali, e recepisce gli aggiornamenti normativi più recenti, garantendo coerenza e certezza applicativa.
"Questo rinnovo rappresenta un passaggio strategico per il mondo delle micro, piccole e medie imprese", ha affermato
Emanuela D’Aversa, Responsabile Relazioni Industriali di Federterziario, spiegando "gli ultimi anni hanno visto il mondo dell’impresa costretto ad affrontare numerose crisi, da quella pandemica, all’esponenziale aumento dei costi energetici, alle difficoltà legate ai conflitti internazionali e all’introduzione dei dazi. Contestualmente, i lavoratori hanno visto erodere il potere d’acquisto dei salari in ragione di un aumento dei prezzi al consumo che, dal 2019 ad oggi, si è assestato intorno al 20%". .
Soddisfazione anche da parte del Presidente
Nicola Patrizi, il quale sottolinea "con questo rinnovo diamo una risposta tangibile alle esigenze dei lavoratori in termini di salario, occupabilità e crescita professionale, che tenga conto degli impatti economici e sociali rispetto ai conflitti geopolitici e al tasso di inflazione".