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Redditi in crescita, +4,1% nel 2024 oltre l'inflazione

L'analisi di Excellera sui nuovi dati MEF

Economia
Redditi in crescita, +4,1% nel 2024 oltre l'inflazione
(Teleborsa) - Diversamente dagli ultimi anni, nel 2024 la crescita dei redditi supera l’inflazione. Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), il reddito complessivo pro capite ha raggiunto 25.125 euro (+4,1% sul 2023), a fronte di un’inflazione dell’1,1%, segnando un recupero reale del potere d’acquisto.

Undici anni di crescita. Il nodo delle diseguaglianze
L’analisi di Excellera evidenzia che tra il 2009 e il 2024 il reddito medio imponibile pro capite è cresciuto di quasi un terzo, nonostante crisi economiche, pandemia e tensioni geopolitiche. Dopo il Covid, la crescita ha accelerato fino a tradursi nel 2024 in un effettivo aumento reale.

Restano però forti disuguaglianze: solo il 6% dei contribuenti supera i 55mila euro, mentre il 33,2% si ferma sotto i 15mila (in lieve miglioramento rispetto al 2023). Cresce invece la fascia intermedia (26-55mila euro), che sale al 31,1%, segnalando un rafforzamento del ceto medio.

I redditi: una geografia statica
La distribuzione territoriale della ricchezza cambia poco. I comuni con i redditi medi più alti sono Maccastorna (72.157 euro), Lajatico (67.519 euro) e Portofino (65.836 euro). In particolare, il dato di Maccastorna è influenzato dalla presenza di pochi contribuenti ad alto reddito. In generale, emergono due modelli: piccoli centri di pregio e aree residenziali vicine alle grandi città, dove si concentra la ricchezza.

Metropoli (e quartieri) a confronto
Tra i capoluoghi, Milano resta al primo posto con 40.316 euro medi, seguita da Monza. Tra le grandi città, Bergamo, Bologna e Roma superano i 30mila euro, mentre Napoli si ferma a 24.388 euro.

A livello di quartieri, i più ricchi sono ancora a Milano (CityLife, Duomo-Brera, Sant’Ambrogio), mentre l’area con i redditi più bassi si trova a Palermo.

Nord e Sud a confronto
Persistono forti divari territoriali: la Lombardia guida la classifica (29.421 euro), seguita da Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna. In coda si trovano Calabria, Molise e Puglia, seppur in crescita.

A livello provinciale, ai vertici ci sono Milano, Bologna e Monza-Brianza, mentre le ultime posizioni spettano a Crotone, Vibo Valentia e Ragusa, confermando una storica distanza economica tra Nord e Sud.

Aldo Cristadoro, Head of Excellera Intelligence, la divisione di Excellera che si occupa di data intelligence, ha dichiarato: "Diversamente da quanto accaduto negli ultimi anni, la crescita dei redditi supera l’inflazione, redistribuendo risorse reali nelle tasche degli italiani: è un segnale concreto di inversione che non va sottovalutato. Il segnale lenisce solo parzialmente le tre fratture strutturali del Paese - quella di genere tra uomo e donna, quella geografica tra Nord e Sud, quella territoriale tra centro e periferia - che restano sostanzialmente invariate. Questa tensione di fondo è confermata dal Barometro Excellera che sonda gli orientamenti degli italiani: le ultime analisi fatte confermano che la strada è ancora lunga. Il 17% degli italiani, infatti, dichiara difficoltà a sostenere le spese correnti, e il 38% vive in un equilibrio precario. Solo il 45% si sente finanziariamente tranquillo. Il dato sui redditi è un segnale incoraggiante, ma perché si traduca in benessere diffuso servirà che il trend si consolidi nel tempo".

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