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Risparmi, Fondi pensione: flessibilità "in uscita" conquista l’86,8% lavoratori

Economia
Risparmi, Fondi pensione: flessibilità "in uscita" conquista l’86,8% lavoratori
(Teleborsa) - Tra le tre nuove opzioni, alternative alla rendita vitalizia introdotte dalla riforma, il 49,5% preferirebbe i prelievi liberamente determinabili, senza periodicità prestabilita ma entro i limiti di legge; il 38,7% la rendita a durata definita, con pagamenti periodici per un arco di tempo commisurato alla speranza di vita; l’11,8% l’erogazione frazionata del capitale in più pagamenti, in un periodo scelto dall’aderente e non inferiore a cinque anni. Le prime due modalità sono operative dal 1° luglio 2026; l’erogazione frazionata entrerà in vigore il 31 ottobre e prevede un trattamento fiscale differente. La possibilità di scegliere come ricevere le prestazioni pensionistiche incontra il favore dell’86,8% dei lavoratori tra i 18 e i 50 anni. È quanto emerge dell’Aggiornamento del 7° Rapporto Assogestioni-Censis Libertà di scelta e sovranità sui propri soldi. Gli italiani e la previdenza complementare dopo la riforma, che fotografa le valutazioni dei lavoratori sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Conoscenza delle novità in aumento, ma resta spazio per l’informazione

Dichiara di conoscere i cambiamenti normativi sulla previdenza complementare introdotti con la Legge di Bilancio 2026 il 43,8% dei lavoratori intervistati: il 9,1% dichiara di conoscerle bene e il 34,7% a grandi linee, mentre il 56,2% dichiara di non conoscerle. Rispetto al marzo 2026 è aumentata di circa 17 punti percentuali la quota di chi conosce le novità normative. Dichiarano di conoscere bene o a grandi linee le novità introdotte il 48,6% dei 18-35enni, il 43,9% dei 36-45enni e il 35,7% dei 46-50enni, oltreché il 38,9% dei lavoratori autonomi e il 44,7% dei lavoratori dipendenti.

Una reputazione sociale da consolidare

L’87,8% dei lavoratori dichiara di conoscere gli strumenti della previdenza complementare: il 24,0% bene e il 63,8% a grandi linee. Il 55% esprime fiducia nella previdenza complementare come strumento per integrare la pensione obbligatoria e contribuire al benessere economico nella vecchiaia. I dati indicano una base di conoscenza e fiducia significativa, su cui può rafforzarsi nel tempo la reputazione sociale del secondo pilastro, raggiungendo anche chi non ha ancora aderito.

Cercasi consulenti per le scelte previdenziali

Il 76,2% dei lavoratori considera importante ricevere il supporto di un consulente esperto per individuare la modalità di erogazione più adatta alle proprie esigenze; il 44,3% ritiene importante ricorrere anche all’IA o ad altri strumenti digitali. L’ampliamento delle opzioni rende centrale un’informazione ancora più chiara sulle modalità di erogazione, i limiti e i diversi trattamenti fiscali. Il consulente come riferimento primario e IA e digitale come fonti alternative possono contribuire, con ruoli diversi, a compiere scelte più informate.

Tra internet e IA: i canali utilizzati per informarsi

Tra i lavoratori che hanno cercato informazioni sulla previdenza complementare negli ultimi quattro mesi, il 53,9% si è rivolto a siti di informazione generalisti, il 38,3% a siti di banche o assicurazioni, il 30,9% a consulenti finanziari o assicurativi, il 22,3% a fonti istituzionali, quali Covip o Ministero del lavoro, e il 18,4% all’Intelligenza Artificiale. Il 47,2% ha consultato almeno due fonti, verificando il valore delle informazioni.

"La conoscenza della riforma cresce, ma il vero banco di prova sarà trasformare questo interesse in nuove adesioni" ha commentato Arianna Immacolato, Direttore Fisco e Previdenza di Assogestioni. "È qui che si misura il valore dell’informazione: non nella semplice conoscenza delle novità normative, ma nella capacità dei lavoratori di comprenderne le implicazioni per il proprio futuro previdenziale. Assogestioni continuerà a presidiare l’attuazione della riforma nel confronto con le istituzioni e a promuovere la cultura previdenziale, con un obiettivo preciso: ampliare la partecipazione alla previdenza complementare, a partire dalle giovani generazioni".
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