(Teleborsa) - Dopo un saldo ancora positivo nel 2024 (21 quotazioni contro 11 delisting) per l'
Euronext Growth Milan (EGM), le dinamiche di mercato sono peggiorate nel 2025, con un sorpasso dei delisting sulle nuove quotazioni a un certo punto. Sebbene l'anno si sia poi chiuso con 21 IPO e 19 delisting, mantenendo un saldo netto marginalmente positivo, questo risultato segna un "
netto peggioramento sia rispetto al 2024 che rispetto ai trend storici". È quanto emerge dall'analisi trimestrale dell'EGM, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI ad alto potenziale di crescita, condotta dal Team Analisi e Ricerca di
Banca Profilo.
"
Valutazioni basse, liquidità limitata e costi di conformità crescenti hanno spinto un numero sempre maggiore di aziende ad uscire dalla Borsa, sostenendo lo slancio dell'M&A: dopo 16 OPA nel 2023-24, il trend è proseguito nel 2025, con 11 transazioni andate a buon fine", scrivono gli autori del report (Francesca R. Sabatini - Head of Equity Research, Enrico Luca, Equity Research Analyst, Michele Calusa - Equity Research Analyst).
Ciononostante, EGM rimane il
principale mercato per la raccolta di capitale in Italia: si sono registrate 21 nuove quotazioni (20 tramite collocamento privato, per un valore di 128 milioni di euro con una media di 6,1 milioni di euro, e 1 direct listing), a fronte di zero IPO sul mercato regolamentato di Borsa Italiana.
Le dimensioni del mercato cresconoLe dimensioni del mercato di EGM mostrano una
notevole inversione di tendenza dopo un prolungato trend al ribasso: la capitalizzazione di mercato totale ha raggiunto i 10,6 miliardi di euro a fine dicembre (contro i 9,4 miliardi di euro a fine 2024), con una capitalizzazione di mercato media in aumento a 53,4 milioni di euro (contro i 45,8 milioni di euro a fine 2024). Tuttavia, questo mercato rimane dominato dalle small cap: l'89% delle società ha una capitalizzazione di mercato inferiore a 100 milioni di euro (88% a fine 2024) e il 57% inferiore a 25 milioni di euro (55% a fine 2024).
Nel 2025, sono state completate 21 IPO, con solo 4 operazioni superiori a 10 milioni di euro. Sebbene i proventi medi (6,1 milioni di euro) rimangano inferiori agli 8 milioni di euro registrati nel 2024, la riduzione del divario tra la media e la mediana di 5 milioni di euro nel 2025, rispetto a una mediana di 3,7 milioni di euro nel 2024, indica una "
distribuzione più sana delle dimensioni delle operazioni e un miglioramento più ampio e strutturale dell'attrattività del mercato", si legge nel rapporto.
Numero limitato di "gemme"Sebbene le dimensioni dell'EGM siano aumentate, sono ancora
"poche, troppo poche", le aziende che soddisfano le soglie qualitative in termini di dimensioni, redditività e flottante per essere considerate vere "gemme" del mercato. Solo 3 aziende (
Italian Wine Brands,
Racing Force,
Redelfi) dell'EGM presentano 100 milioni di euro di fatturato o capitalizzazione di mercato, un margine EBITDA superiore al 10% (con utile netto positivo) e almeno il 30% di flottante.
A fine dicembre, solo 8 aziende hanno generato oltre 100 milioni di euro di fatturato o capitalizzazione di mercato nel 2024 (20% del totale); 91 avevano un margine EBITDA nel 2024 superiore al 10% e un utile netto positivo (44% del totale); 59 hanno un flottante superiore al 30% (28% del totale).
EGM si conferma "hub" per l'M&ANegli ultimi cinque anni, l'
attività di M&A tra le aziende EGM è cresciuta costantemente. Lo slancio è proseguito nel 2025, stabilendo nuovi record nel primo e nel terzo trimestre con rispettivamente 25 e 29 operazioni, per un totale di 118 transazioni. "Questo trend sostenuto conferma EGM come uno dei segmenti più dinamici del mercato italiano, con una crescita sempre più trainata da acquisizioni strategiche", si legge nella ricerca.
Liquidità: primi segnali di miglioramentoNel 2025, il turnover medio mensile è stato di 171 milioni di euro. La liquidità nel segmento, a lungo una debolezza chiave, sta mostrando i
primi segnali di miglioramento. Nel 2025, il 64% delle società ha scambiato meno dello 0,1% della propria capitalizzazione di mercato, rispetto al 74% del 2024, mentre negli ultimi 3 mesi il valore medio giornaliero scambiato è salito a 57.100 euro dai 52.000 euro dell'ultimo report.
Nel quarto trimestre del 2025 il turnover è schizzato a 617,6 milioni di euro (+24% rispetto al trimestre precedente), nonostante l'assenza di catalysts eccezionali sui mercati globali, potenzialmente dovuti alle aspettative di futuri afflussi dal Fondo Nazionale Strategico Indiretto (FNSI).
L'outlook è intattoA gennaio, le
stime di consenso per i ricavi 2025 e 2026 sono state riviste leggermente al rialzo rispetto all'ultimo report di novembre. I ricavi sono ora previsti a 66,6 milioni di euro nel 2025 (+18% anno su anno) e 75,2 milioni di euro nel 2026 (+17% anno su anno), rispetto alle precedenti stime di 62,7 milioni di euro e 70,9 milioni di euro. L'EBITDA è stimato a 9,1 milioni di euro nel 2025 e 11,7 milioni di euro nel 2026, con margini medi in miglioramento al 14,5% e al 16,8%, sostanzialmente invariati rispetto al consensus precedente.
I multipli di mercato miglioranoNegli ultimi 12 mesi, il
rapporto EGM EV/EBITDA mediano a 1 anno è aumentato da 5x a 7x. I Materiali di Base hanno registrato il maggiore re-rating a 12 mesi, da 4,2x a 7x, analogamente i Beni di Consumo Discrezionali sono saliti da 5,2x a 8x. L'unico settore che ha subito un de-rating è stato quello delle Utilities, sceso da 6,5x a 4,6x.
A fine 2025, il segmento EGM mostra un
EV/EBITDA mediano 2026 di 5x, in aumento rispetto al 5,3x di fine ottobre. Rispetto al precedente rapporto, i Materiali di Base sono diventati il secondo settore più costoso, superando sia l'Assistenza Sanitaria che la Tecnologia a causa del loro de-rating. Tra i settori, l'Energia rimane il più economico, mentre i Beni di Consumo Discrezionali continuano a essere i più costosi, registrando anche il maggiore re-rating a +0,9x. Il settore Sanità ha registrato il de-rating più netto nel periodo.