(Teleborsa) - Le immatricolazioni di autovetture nuove in Italia nel 2025 si sono attestate a 1,526 milioni di unità, in lieve calo rispetto al 2024 (-2,1%), con un gap del 20,4% rispetto ai 1,917 milioni del 2019. Per il 2026, l'UNRAE prevede una lieve ripresa delle immatricolazioni a 1,540 milioni (+0,9%), con un divario che rimane comunque ampio, confermando il livello di equilibrio emerso negli ultimi tre anni, compreso tra 1,5 e 1,57 milioni di unità. Il fatturato generato dalla vendita di auto nuove è rimasto sostanzialmente stabile a 46,5 miliardi di euro. Il prezzo medio è aumentato dell'1,4% a fronte del lieve calo dei volumi immatricolati, mentre il gettito IVA incassato dall'Erario si è attestato a 8,39 miliardi di euro, confermandosi al di sopra dei livelli pre-pandemia. È quanto emerge dalla
XXVI edizione del Book UNRAE 2025, realizzato dal
Centro Studi e Statistiche dell'Associazione.
Elettrificazione e decarbonizzazione: segnali di progresso ma ancora lontani dagli obiettiviLe auto ricaricabili (ECV) hanno fatto segnare una crescita significativa, raggiungendo una quota del 12,8% del mercato totale (+5,2 punti rispetto al 2024), superando per la prima volta la soglia psicologica del 10%. Le auto elettriche pure (BEV) salgono al 6,2% (circa 95.000 immatricolazioni), recuperando due punti percentuali rispetto al 4,2% del 2024, anche grazie alla spinta degli incentivi MASE concentrati negli ultimi due mesi dell'anno (nei primi 10 mesi 2025 la quota era al 5,2%). Le ibride plug-in (PHEV) quasi raddoppiano la quota di mercato, portandosi al 6,6% del totale, grazie all'ampliamento dell'offerta di modelli e alle nuove disposizioni sulle auto aziendali in fringe benefits. Un progresso è registrabile anche sul fronte delle emissioni medie di CO2 delle nuove immatricolazioni, che a fine 2025 scendono di oltre 7 g/Km rispetto all'anno precedente, attestandosi a 112,0 g/Km e avvicinandosi alla media UE del 2024 (108 g/km). Nonostante questi segnali positivi, l'Italia si conferma ancora fanalino di coda tra i Major Markets europei per la quota di auto a zero o bassissime emissioni (12,8%), distante da Regno Unito (34,5%), Germania (30,0%), Francia (26,7%) e Spagna (19,6%).
Mancano i fattori abilitanti per supportare la transizione
Un elemento strutturale che continua a ostacolare la transizione energetica nel Paese è la bassa penetrazione delle auto aziendali, storicamente più veloci nel ricambio e più aperte all'adozione di nuove tecnologie. Nel 2025 l'Italia registra la quota più bassa di auto aziendali tra i Major Markets europei (45,8%), posizionandosi a 7,2 punti dalla Spagna, 8,5 punti dalla Francia, quasi 16 punti dal Regno Unito e quasi 21 punti dalla Germania, dove la domanda business raggiunge il 66,4% del mercato totale. Sul fronte delle infrastrutture di ricarica, secondo i dati EAFO, il nostro Paese rimane stabile al sedicesimo posto nel ranking europeo per capillarità, con soli 14,2 punti di ricarica ogni 100 km a fronte di una media europea di 20,9. I punti di ricarica fast e ultrafast coprono il 20% del totale, in crescita rispetto al 17% dell'anno precedente, segnalando un'accelerazione, ma la distanza dagli standard europei rimane ancora considerevole. Inoltre, nel nostro Paese si registra una concentrazione elevata di Operatori: i Top 2 CPO controllano il 59,2% delle infrastrutture operative, i Top 5 il 72,4%. Per accelerare la transizione energetica, UNRAE ribadisce la necessità di politiche per lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica elettrica e di rifornimento di idrogeno, oltre ad interventi sugli elevati costi delle ricariche, il cui prezzo è dissociato dal costo reale di riferimento all'ingrosso dell'energia. Quest'ultimo è comunque notoriamente penalizzato nel confronto internazionale: a titolo esemplificativo, al 4 febbraio u.s. il prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso in Italia si posizionava su 135,31 €/MWh, evidenziando un gap elevato rispetto al range degli altri Major Market (dal 17,22 €/MWh della Spagna al 110,60 €/MWh della Germania). Inoltre, l'Associazione ribadisce l'urgenza di una riforma organica del regime fiscale delle auto aziendali in termini di deducibilità dei costi, detraibilità dell'IVA e periodo di ammortamento.
Parco circolante: oltre 41 milioni di vetture, sempre più anzianeIl parco circolante delle autovetture supera i 41 milioni di unità a fine 2025, con un'età media che dovrebbe allinearsi ai 13 anni dell'anno precedente e in progressiva crescita dal 2009. La cronica lentezza che caratterizza il ricambio del parco auto italiano continua a generare impatti negativi su ambiente, salute e sicurezza stradale. Tra le vetture circolanti, il 20,6% è ancora ante Euro 4, ossia con oltre 20 anni di età. Il parco è composto per quasi l'81,0% da auto a benzina e diesel, in lieve riduzione rispetto agli anni precedenti, mentre crescono le ibride all'8,3% e le auto a Gpl al 6,8%. Le vetture ricaricabili (ECV) in circolazione ammontano complessivamente a 738 mila unità (di cui 363 mila BEV e 375 mila PHEV), pari all'1,8% del parco totale, in progressiva crescita.
Canali di vendita: in calo gli acquirenti privati di vetture, ma in crescita nel noleggio a lungoNel 2025 la domanda dei privati è tornata a flettere (-9,4%), retrocedendo al 54,2% di quota, con oltre 826.000 immatricolazioni, penalizzata dal pesante calo delle motorizzazioni tradizionali. Il calo colpisce, in particolare, i giovani acquirenti (18-29 anni), scesi al 7,2% delle immatricolazioni a privati, mentre la fascia over 65 guadagna mezzo punto, portandosi al 22,1%, in linea con il trend demografico di invecchiamento della popolazione. Le donne si confermano al 41,7% delle intestazioni a privati.
Dopo la flessione dell'anno precedente, il noleggio a lungo termine recupera terreno portandosi al 22,6% del mercato con 307.910 immatricolazioni (+2,8 punti). Nel 2025 il comparto ha superato 1,1 milioni di contratti totali (+16,1% rispetto al 2024), con una crescita sia del segmento privati (+19,1%) che delle società (+15,6%).
Mercato dell'usato, in crescita: 2,1 usate per ogni auto nuova
Anche nel 2025 il mercato delle auto usate segna una crescita in volume del 2,9%, con circa 5,594 milioni di passaggi di proprietà. I trasferimenti netti (al netto delle minivolture) crescono dell'1,9%, mentre le minivolture aumentano del 4,3%. Il rapporto usato/nuovo continua a salire: per ogni auto nuova acquistata nel 2025, nei soli trasferimenti netti, ne sono state comprate 2,1 usate (rispetto alle 2,0 del 2024); negli altri Major Market tale rapporto viaggia negli ultimi anni nel range da 2,1 a 3,9, ma non sono ancora disponibili i dati 2025. L'anzianità media delle auto trasferite sale leggermente a 10,7 anni, confermando la tendenza all'invecchiamento anche del mercato dell'usato.
Veicoli commerciali: flessione nel 2025, prevista lieve contrazione nel 2026 (-1,1%)Il mercato dei veicoli commerciali leggeri chiude il 2025 in flessione del 4,9%, a 189.000 immatricolazioni, con otto mesi su dodici in territorio negativo. La stima per il 2026 è di una lieve ulteriore contrazione dell'1,1% a 187.000 unità, con un possibile contributo sulle immatricolazioni dell'ultimo quadrimestre grazie agli incentivi annunciati dal MIMIT. Sul fronte delle alimentazioni, crescono significativamente i veicoli elettrici puri (BEV), che passano dall'1,9% del 2024 al 4,4% del 2025 e i veicoli plug-in che dallo 0,2% salgono all'1,1%, mentre il diesel - pur restando dominante - cede 3,7 punti di quota fermandosi all'80,0%. Il parco circolante a fine 2025 conta 4,64 milioni di veicoli, con il 35,5% composto da mezzi ante Euro 4 (con più di 20 anni).
Veicoli pesanti: stabili nel 2026, autobus in leggero calo
Nel comparto dei veicoli industriali, il 2025 si chiude con un lieve calo del 2,6% a 27.765 unità, con una flessione concentrata nella prima parte dell'anno. La quota dei veicoli elettrici sale dallo 0,7% al 2,2% grazie anche alle immatricolazioni di modelli di veicoli commerciali leggeri che superano la soglia di peso delle 3,5 t a causa della trazione elettrica. Per il 2026 si prevede una sostanziale stabilità, con una seconda parte dell'anno che potrebbe essere influenzata da un effetto attesa visto il Fondo da 590 mln annunciato per gli incentivi.
A fine 2025, il parco è composto da 765 mila mezzi in circolazione, che confermano un'età media elevata e pari a 14,5 anni. I rimorchi e semirimorchi invertono il trend negativo del biennio precedente, segnando nel 2025 una crescita del 14,6% a 15.401 unità, tornando sui livelli del 2023. Anche per questo segmento, il 2026 si prospetta stabile. Il mercato degli autobus, invece, registra una flessione del 18,7%, scendendo a 5.459 unità dopo i picchi raggiunti nel 2024 grazie ai fondi PNRR; per il 2026 si stima un calo del 5,5%. Il parco circolante degli autobus sale a 64.000 unità, mentre scende leggermente l'età media a 10,8 anni.
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