(Teleborsa) - Mettere a fuoco tre leve decisive per la tenuta sociale del Paese e per la qualità del lavoro
, il potere d’acquisto dei salari, la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori ai processi d’impresa, e il diritto a pensioni dignitose: è l'obiettivo del convegno
Confintesa Salari giusti, partecipazione e pensioni dignitose: una sfida sindacale e politica urgente che si è tenuto oggi 3 febbraio alle ore 15,30 presso la Camera dei deputati al quale hanno partecipato
Francesco Prudenzano, Giorgio Mulè, Nunzia Catalfo, Chiara Tenerini, Antonio Viscomi, Vincenzo Elifani e moderato da Fabrizio Frullani. In una fase segnata da inflazione, frammentazione delle carriere, precarietà e transizioni tecnologiche e organizzative, Confintesa propone un confronto orientato alle soluzioni: non slogan, ma strumenti concreti per riallineare retribuzioni, produttività e tutela sociale.
Sui salari, la priorità è rilanciare la contrattazione collettiva come architrave di equità e stabilità, accelerare i rinnovi, rafforzare le clausole di salvaguardia sul costo della vita dove sostenibili, e utilizzare in modo intelligente la contrattazione di secondo livello (aziendale e territoriale) per redistribuire produttività, valorizzare competenze, estendere welfare contrattuale e ridurre il dumping che impoverisce lavoratori e imprese serie. In parallelo, la politica deve fare la sua parte con misure strutturali sul cuneo fiscale e con un quadro che incentivi buona occupazione e investimenti.
Sulla partecipazione, l’obiettivo è passare da una cultura conflittuale a un modello cooperativo, in cui il coinvolgimento dei lavoratori migliori organizzazione, qualità, sicurezza e risultati. La Legge 15 maggio 2025, n. 76, che disciplina diverse forme di partecipazione (gestionale, economico- finanziaria, organizzativa e consultiva) in attuazione dell’art. 46 della Costituzione, è un’occasione
concreta da rendere operativa tramite accordi chiari e verificabili.
Per Confintesa, questa sfida implica anche superare formalismi e “etichette”: la qualità di un sistema di relazioni industriali si misura sul merito degli accordi e sui diritti effettivamente garantiti, non su rituali o automatismi.
Sulle pensioni, il tema è la dignità in un contesto di carriere discontinue e salari bassi: serve un equilibrio serio tra sostenibilità e adeguatezza delle prestazioni, con tutele per chi ha percorsi fragili, riconoscimento dei lavori gravosi, politiche che riducano la discontinuità contributiva e una previdenza complementare realmente accessibile, non riservata a chi già sta bene. Senza questo, la “questione pensionistica” resta una tassa implicita sulle generazioni più giovani e sui redditi medi e bassi.
Il convegno intende quindi costruire una piattaforma di confronto tra sindacato, istituzioni, politica e mondo del lavoro per arrivare a proposte praticabili: contratti più efficaci, partecipazione come responsabilità condivisa, e riforme che difendano potere d’acquisto e sicurezza sociale. È una scelta di realismo: o si torna a far funzionare i meccanismi che distribuiscono valore e protezione, oppure il lavoro continuerà a perdere centralità e fiducia.