(Teleborsa) - E' stato praticamente un
Consiglio dei Ministri-lampo quello che ieri sera poco dopo le 19 ha dato il via libera a un decreto legge - che vale poco più di mezzo miliardo di euro - contro il caro carburanti in scia alla crisi in Medio Oriente. "Un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell'immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi”, ha detto subito dopo la Premier
Meloni assicurando che “Continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione".
Per il decreto, iter immediato: il provvedimento, infatti, è
stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale con data 18 marzo 2026. Il taglio scatta dunque già oggi, 1
9 marzo.Nel dettaglio, il decreto prevede un taglio delle accise pe
r 20 giorni -
ma si naviga a vista guardando a quanto succederà nei prossimi giorni - con un effetto sul prezzo di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul gpl; un credito di imposta sul gasolio per gli autotrasportatori e del 20% per i pescherecci per i tre mesi da marzo a magg
io; un rafforzamento dei controlli anti-speculazione, affidati a Mister Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese), Guardia di Finanza e Antitrust.
“Il decreto legge prevede sostanzialmente tre cose: primo, riduciamo il prezzo del carburante di circa 25 centesimi al litro per tutti;
secondo, introduciamo un credito d'imposta a favore degli autotrasportatori che è pari all'aumento di costi sul carburante che questi autotrasportatori sostengono, perché vogliamo evitare che l'aumento del gasolio si traduca anche in un aumento dei prezzi dei beni di consumo. È una misura che, tra l'altro, viene prevista anche per i nostri pescatori", ha detto
la Meloni Previsto anche un meccanismo antispeculazione. "Vogliamo cioè legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all'effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, perché non vogliamo che queste risorse che stiamo investendo, che sono soldi degli italiani, finiscano nelle mani degli speculatori. È un meccanismo che consentirà di fermare subito gli aumenti ingiustificati, di assicurare che petrolieri e distributori abbassino il prezzo al distributore, contestualmente alla diminuzione del prezzo del greggio a livello internazionale".