Il Piano 2027-2029 di doValue: intelligenza artificiale e diversificazione per accelerare la crescita
L'intervista all'Amministratore delegato Manuela Franchi
(Teleborsa) - Puntare sulle digital collection e sull'efficienza operativa. E' l'obiettivo delle nuove scelte strategiche incorporate nel Piano industriale triennale 2027-2029 di doValue, presentato giovedì 8 ottobre alla comunità finanziaria.
Il nuovo Piano - ha spiegato a Teleborsa l'Amministratore delegato di doValue Manuela Franchi - punta a creare efficienze nel business core del servicing NPE tramite l'AI generativa, automatizzando i processi manuali per focalizzare le persone sulle attività negoziali ad alto valore aggiunto. La neoacquisita coeo, attiva in 10 Paesi del Nord Europa e in espansione nel Sud Europa, rappresenta il principale motore di crescita del Gruppo, grazie alla sostenuta crescita del suo business nelle Digital Collections la cui incidenza sui ricavi è attesa passare dall’attuale 29% a circa il 40% entro il 2029.
Il primo obiettivo del nuovo piano triennale punta al miglioramento della produttività ed efficientamento operativo del vostro business core, ovvero l'attività di NPE servicing. In cosa consiste questo processo e quali miglioramenti si attendono in termini di costi o ricavi?
Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, uno degli obiettivi principali del Piano è utilizzare la tecnologia per aumentare la produttività e rendere più efficiente il modello operativo. Come abbiamo illustrato, utilizzeremo anche l'AI agentica per automatizzare alcuni processi che oggi richiedono molto tempo e attività manuali. Questo consentirà alle nostre persone di focalizzarsi maggiormente sull'interazione diretta con l clienti, sulla negoziazione e sulle attività più complesse e a maggior valore aggiunto, delegando all'AI le attività più ripetitive e standardizzabili. L’aumento della produttività contribuirà quindi alla progressiva riduzione della base costi. Sul fronte tecnologico, prevediamo invece costi sostanzialmente sotto controllo, pur con una traiettoria leggermente crescente, legata sia all’utilizzo dell’AI – cioè al costo dei token – sia alla progressiva evoluzione delle infrastrutture necessarie a supportarla.
Sul fronte dei ricavi, l'AI è già parte integrante del modello operativo di coeo, la società tedesca acquisita lo scorso anno. coeo utilizza l’AI per ottimizzare la gestione e l'interazione con i clienti attraverso diversi canali, tra cui voce, e-mail, SMS e WhatsApp. Un modello altamente automatizzato e scalabile, che consente di gestire volumi crescenti in modo efficiente e sta già contribuendo positivamente alla crescita del business, generando così un impatto molto positivo sul fatturato. Oggi oltre i due terzi delle pratiche gestite da coeo sono risolte senza alcun intervento da parte di operatori.
La seconda punta del tridente riguarda la diversificazione e l'espansione delle attività di Digital Collection. Può parlarci del perimetro di queste attività e del loro impatto attuale e prospettico sul totale dei ricavi?
Oggi le Digital Collections rappresentano il 29% dei ricavi complessivi del Gruppo, su base pro-forma includendo l’ultima acquisizione. L'obiettivo è incrementare questa quota a circa il 40% entro il 2029. Per lo sviluppo di questo segmento puntiamo su coeo, la nostra società specializzata già attiva in 10 Paesi, le cui competenze e tecnologie vengono progressivamente estese anche al Sud Europa, adattandone il modello alle caratteristiche dei singoli mercati. Il percorso è già partito in Spagna e Italia e proseguirà a breve in Grecia.
Con le Digital Collections gestiamo attività di recupero relative prevalentemente a crediti unsecured di importo contenuto. Ci rivolgiamo alle aziende, in particolare nei settori e-commerce, Buy Now Pay Later, utilities e telecomunicazioni, operando sia nei mercati in cui coeo è già presente sia in quelli storicamente presidiati da doValue. Parliamo quindi, in larga parte, di Paesi nei quali il Gruppo dispone già di una presenza consolidata, di infrastrutture e di relazioni con i clienti.
La crescita poggerà su due direttrici. Da un lato, accompagneremo lo sviluppo dei nostri clienti esistenti in mercati che registrano già tassi di crescita organica annua compresi tra il 7% e il 12%, aumentando progressivamente la nostra share of wallet. Dall’altro, continueremo ad acquisire nuovi clienti, ampliando ulteriormente i volumi gestiti e sostenendo la traiettoria di crescita prevista dal Piano.
Il Piano punta anche su una diversificazione geografica del Gruppo. Di quali geografie stiamo parlando?
Attraverso coeo siamo già presenti in diversi Paesi del Nord e Centro Europa. In Scandinavia operiamo in Svezia, Norvegia, Finlandia e Danimarca. Siamo inoltre presenti nel Regno Unito, in Austria, Svizzera, Paesi Bassi e Belgio, oltre naturalmente alla Germania. L’acquisizione di coeo ci ha quindi dato accesso a una piattaforma internazionale già operativa e consolidata in questi mercati.
Un elemento particolarmente interessante è che molti dei clienti serviti da coeo sono grandi operatori internazionali. Questo ci consente di accompagnarli anche in altri Paesi in cui il Gruppo è presente, ampliando progressivamente la relazione e creando concrete opportunità di cross-selling.
doValue ha annunciato un buyback del valore di 10 milioni di euro. Come evolverà la vostra politica di distribuzione e remunerazione agli azionisti nei prossimi tre anni?
Abbiamo definito una politica di remunerazione degli azionisti che prevede distribuzioni fino all’80% dell’utile netto ordinario, attraverso una combinazione di dividendi e buyback. Con il programma di acquisto di azioni proprie da 10 milioni di euro abbiamo scelto di anticipare una parte della remunerazione prevista per il 2027. A questa prima iniziativa potranno aggiungersi nel corso dell’anno ulteriori distribuzioni, attraverso dividendi e/o nuovi buyback, in funzione della generazione di cassa e nel rispetto dei nostri obiettivi di leverage.
```