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Moody’s: nessun impatto immediato sul rating Intesa dall’OPS su MPS, attenzione ai rischi operativi per BPER

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Moody’s: nessun impatto immediato sul rating Intesa dall’OPS su MPS, attenzione ai rischi operativi per BPER
(Teleborsa) - Moody's ha dichiarato che l’offerta annunciata da Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena non avrà probabilmente implicazioni immediate sui rating dell’istituto, mentre la possibile fusione di un’entità “carved-out” di MPS con BPER Banca comporta rischi di esecuzione.

Moody’s ricorda che Intesa Sanpaolo ha lanciato un’offerta pubblica volontaria e di scambio sull’intero capitale di MPS per circa 30,6 miliardi di euro, composta da una componente in azioni e da una parte in contanti pari a circa il 10% del corrispettivo totale, con un premio del 12,5% rispetto al prezzo di chiusura del 5 giugno 2026. L’operazione è soggetta al raggiungimento di almeno due terzi del capitale, alle approvazioni degli azionisti e delle autorità regolamentari, inclusa l’antitrust italiana, con chiusura attesa entro fine 2026.

Il gruppo ha inoltre siglato un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni, principale azionista di BPER Banca, per la cessione e successiva fusione con BPER di un’entità bancaria “carved-out” da MPS. Secondo Moody’s, tale fusione presenta rischi di esecuzione per BPER.

L’entità separata includerebbe il marchio MPS, circa metà delle filiali, meno di un terzo dei crediti (escluse le esposizioni deteriorate) e circa un terzo dei depositi diretti, prevalentemente retail. L’operazione ridurrebbe le criticità antitrust e includerebbe la maggior parte delle funzioni corporate e operative della banca, escludendo i rischi legali legacy. L’entità verrebbe poi fusa con BPER con l’obiettivo di creare il secondo gruppo bancario italiano per presenza domestica sotto il marchio Monte dei Paschi.

In caso di completamento, l’operazione aumenterebbe di circa un terzo le filiali di Intesa Sanpaolo e di circa un quarto i crediti alla clientela, mentre BPER crescerebbe di circa un terzo in termini di scala. Intesa manterrebbe alcune attività selezionate di MPS, tra cui wealth management e private banking di Mediobanca, attività di consumer finance tramite Compass, operazioni di corporate e investment banking e la partecipazione del 13% in Assicurazioni Generali, oltre alla banca online Widiba e circa metà della rete retail di MPS.

Secondo Moody’s, l’operazione rafforzerebbe in modo significativo la presenza domestica di Intesa Sanpaolo in Italia, in particolare nel wealth management (quota superiore al 20%), nel consumer finance (circa 10%) e nel corporate e investment banking.

Nel valutare i futuri impatti sui rating di Intesa Sanpaolo, l’agenzia si concentrerà sulla perimetrazione finale degli asset e delle passività mantenute, sulla preservazione di capitale, qualità degli attivi, efficienza operativa e resilienza degli utili, oltre ai rischi di esecuzione e integrazione e alle implicazioni sulla struttura delle passività.

Per BPER, Moody’s evidenzia che l’aumento di scala e presenza domestica è accompagnato da rischi operativi ed esecutivi legati alla complessità dell’operazione, in particolare per infrastrutture e migrazione IT.

Per MPS, la transazione potrebbe avere implicazioni positive sui rating nel caso in cui le obbligazioni vengano trasferite a Intesa Sanpaolo o BPER, beneficiando del profilo creditizio più solido dei due gruppi.
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