(Teleborsa) -
Chiusura negativa per Piazza Affari, dopo i nuovi massimi storici toccati ieri, in scia ai ribassi delle altre Borse europee, a causa degli scontri tra Stati Uniti e Iran, con il coinvolgimento diretto di attori regionali come Kuwait e Bahrain che amplia il rischio di conflitto. La sospensione dei negoziati e le divergenze tra Washington e Israele indeboliscono ulteriormente la prospettiva di una deescalation nel breve periodo, con la chiusura dello stretto di Hormuz che ha implicazioni globali sulla sicurezza energetica e sugli equilibri geopolitici. Sul sentiment hanno pesato anche le preoccupazioni per possibili nuove misure tariffarie da parte dell'amministrazione Trump.
Sul
fronte macroeconomico, a maggio l'
attività del settore privato nell'Eurozona ha
registrato la contrazione più marcata degli ultimi 18 mesi, poiché il calo della domanda di beni e servizi ha determinato una flessione della produzione per il secondo mese consecutivo, mentre le pressioni sui costi hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi tre anni, secondo l'indice PMI di S&P Global. Sempre nell'Eurozona, ad aprile i
prezzi alla produzione hanno
accelerato, come da attese, a +4,9% a/a a causa dell'energia (+12,3%). Negli
Stati Uniti a maggio la variazione degli
occupati ADP è
risultata pari a 122 mila (contro 120 mila attesi e 105 precedenti) a segnalare un'accelerazione del mercato del lavoro caratterizzata da assunzioni estese a più settori.
Nell'
Economic Outlook pubblicato oggi, l'
OCSE (sotto l'ipotesi di un conflitto limitato) ha previsto una crescita mondiale in rallentamento da +3,4% del 2025 a +2,8% nel 2026 (+2% la crescita 2026 stimata per gli USA e +3% per il gruppo del G20) e una salita dell'inflazione quest'anno a +4% per il G20, a +3,7% per gli USA e a +3% per l'Italia.
Lieve calo dell'
euro / dollaro USA, che scende a quota 1,161. Vendite diffuse sull'
oro, che continua la giornata a 4.442,1 dollari l'oncia. Giornata di forti guadagni per il
petrolio (Light Sweet Crude Oil), in rialzo del 2,38%.
Ottimo il livello dello
spread, che scende fino a +73 punti base, con un calo di 5 punti base, con il
rendimento del BTP a 10 anni che si posiziona al 3,77%.
Tra le principali Borse europee soffre
Francoforte, che evidenzia una perdita dell'1,31%, tentenna
Londra, che cede lo 0,40%, e preda dei venditori
Parigi, con un decremento dello 0,71%.
Giornata "no" per la
Borsa italiana, in flessione dell'1,07% sul
FTSE MIB; sulla stessa linea, giornata negativa per il
FTSE Italia All-Share, che archivia la seduta a 52.708 punti, in calo dell'1,06%. In ribasso il
FTSE Italia Mid Cap (-0,82%); come pure, in rosso il
FTSE Italia Star (-1,2%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
DiaSorin (+2,19%),
Terna (+1,72%),
Lottomatica (+1,63%) e
ENI (+1,34%).
I più forti ribassi, invece, si sono verificati su
Stellantis, che ha archiviato la seduta a -4,04%. Si concentrano le vendite su
Amplifon, che soffre un calo del 3,20%. Vendite su
Leonardo, che registra un ribasso del 2,81%. Seduta negativa per
Nexi, che mostra una perdita del 2,51%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Moltiply Group (+4,17%),
Pharmanutra (+3,73%),
Webuild (+3,63%) e
Banco Desio (+3,21%).
Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su
Technoprobe, che ha terminato le contrattazioni a -2,94%. Sotto pressione
BFF Bank, che accusa un calo del 2,84%. Scivola
Reply, con un netto svantaggio del 2,61%. In rosso
Anima Holding, che evidenzia un deciso ribasso del 2,37%.