Hospitality Italia: record di 160 milioni di arrivi, boom del luxury e investimenti trainati da Roma e Milano
(Teleborsa) - Nel 2025 l’Italia ha registrato oltre 160 milioni di arrivi (+15% sul 2024), con i visitatori stranieri al 55% del totale. Il turismo ha contribuito all’economia italiana per circa 240 miliardi di euro sul Pil e il 13,2% dell’occupazione. Entro il 2035, secondo ENIT, si stima una crescita a oltre 282 miliardi di euro di PIL e a poco meno del 16% dell’occupazione.
Questi dati emergono dall’ultimo "Hospitality Snapshot" del dipartimento Research & Data Intelligence di Patrigest | Gabetti Group.
"Il turismo italiano continua a dimostrare una straordinaria capacità di crescita e attrazione, sostenuto da una domanda internazionale sempre più forte e da un crescente interesse degli investitori verso il nostro Paese. I dati confermano una progressiva evoluzione del mercato verso prodotti e servizi di maggiore qualità, con una forte espansione del segmento luxury e delle formule ricettive gestite in chiave imprenditoriale. Allo stesso tempo, il settore si trova ad affrontare sfide strutturali che richiedono una visione di lungo periodo. Dalla volatilità dello scenario geopolitico agli effetti del cambiamento climatico, sarà fondamentale investire in sostenibilità, innovazione e destagionalizzazione dell'offerta per garantire la competitività delle destinazioni italiane nei prossimi anni. Le prospettive restano comunque positive: la crescita dei flussi internazionali, l'interesse per mercati emergenti come il Sud Italia, i laghi e le destinazioni alpine di alta gamma, insieme alla solidità degli investimenti nel comparto hospitality, confermano il ruolo dell'Italia come una delle destinazioni più attrattive e strategiche nel panorama turistico europeo e globale" commenta Luca Dondi, Amministratore Delegato di Patrigest|Gabetti Group.
Il turismo in Italia
Dopo il crollo del 2020, il turismo italiano ha superato i livelli precrisi nel 2024. Nel 2025 gli arrivi hanno raggiunto il record di oltre 160 milioni (+15%), mentre nei primi mesi del 2026 i volumi restano stabili. La componente estera è diventata maggioritaria dal 2023, arrivando al 55% nel 2025.
Nel 2025 sono diminuiti gli arrivi in automobile o nave a favore di aereo e treno, confermando la centralità delle infrastrutture aeroportuali e le potenzialità della rete ferroviaria internazionale ad alta velocità.
"L'andamento del traffico aeroportuale rappresenta uno degli indicatori più significativi dello stato di salute del turismo italiano. I risultati record registrati nel 2025 e la crescita confermata nei primi mesi del 2026 testimoniano una domanda internazionale solida e sempre più diversificata. Accanto ai principali gateway del Paese, stiamo assistendo a una crescita importante di scali come Napoli, Catania, Palermo e Bari, segnale dell'affermazione di nuove geografie turistiche e di un crescente interesse verso destinazioni emergenti. Un fenomeno che continuerà a generare opportunità per il settore hospitality e per gli investimenti immobiliari legati al turismo" spiega Nico Di Benedetto, Head of Alternative Investments di Great| Gabetti Group.
Il mare guida gli italiani, le grandi città conquistano gli stranieri
Le località marittime guidano il turismo estivo italiano con il 29% degli arrivi e il 37% delle presenze, seguite dalle grandi città (27% e 22%) e dai comuni culturali e paesaggistici (17% e 14%). Le grandi città sono le mete preferite dagli stranieri, mentre il mare resta la scelta principale degli italiani.
Rispetto al 2019, le grandi città hanno registrato il maggiore incremento degli arrivi (+28%), seguite dalle località di lago (+25%). Per gli stranieri, gli aumenti riguardano tutte le categorie, con +39% nelle grandi città, +36% nelle destinazioni culturali e marittime e +33% nei laghi e in montagna.
Roma e Milano restano le principali mete tra le grandi città, mentre crescono Bari, Palermo e il Salento. Pisa è prima tra le città culturali per numero di arrivi, mentre Lucca è quella maggiormente cresciuta rispetto al 2019.
Afferma Nico Di Benedetto: "La domanda italiana si conferma ancorata alle mete storiche, con Roma in crescita, mentre Milano e la Riviera romagnola registrano un leggero calo, segno di una domanda ormai matura. Il Sud è l'area più dinamica, con Bari, Palermo e le Eolie tra le destinazioni in maggiore crescita. Cresce l’interesse verso esperienze di nicchia e autenticità del territorio, con Lucca e Langhe e Roero tra le performance migliori".
Le strutture alberghiere
Il settore alberghiero si orienta verso l’alto di gamma: gli hotel a 5 stelle sono aumentati del 46% rispetto al 2019 e del 5% nell’ultimo anno; i 4 stelle crescono del 13% sul 2019 e del 4% sul 2024, rappresentando il 38% dei posti letto. Diminuiscono invece le strutture a 1 e 2 stelle, rispettivamente del 10% e del 9%. I 3 stelle restano la fascia più numerosa per esercizi (45%), ma sono sostanzialmente stabili.
Gli hotel 5 e 4 stelle sono concentrati nelle grandi città d’arte e business, con il 57% di stranieri e una permanenza media di 3,1 giorni. Gli hotel 3 stelle/RTA hanno una maggiore presenza a Bolzano e Trento e una composizione quasi equilibrata tra italiani e stranieri. Le strutture a 1 e 2 stelle confermano Bolzano e vedono una maggiore presenza italiana. Italia e Germania sono i principali mercati di provenienza. Entro il 2029 sono previste circa 270 nuove aperture, soprattutto a Roma e Milano.
L’extra-alberghiero è il comparto più dinamico: gli alloggi in affitto sono cresciuti del 33% dal 2019 e rappresentano l’89% delle strutture; crescono anche agriturismi e case per ferie (+10%), campeggi e villaggi (+9%) e B&B (+3%). Gli arrivi nell’extra-alberghiero sono cresciuti molto più dell’alberghiero, soprattutto tra gli stranieri (+382% contro +52%), con ulteriore accelerazione nel 2025. Il mercato si orienta verso soluzioni flessibili e autonome, mentre i campeggi mantengono un ruolo rilevante per capacità e attrattività internazionale.
Gli alloggi in affitto hanno una forte vocazione urbana e culturale: Roma e Milano guidano per arrivi, mentre Venezia e Firenze beneficiano del richiamo delle città d’arte. Germania e Stati Uniti sono tra i principali mercati internazionali. Gli alloggi in affitto rappresentano oggi l’89% delle strutture e il 61% dei posti letto dell’extra-alberghiero. La crescita degli short-stay prosegue: nei primi tre mesi del 2026 sono stati prenotati oltre 144 milioni di pernottamenti tramite piattaforme online in Europa (+10%), con l’Italia terzo mercato europeo dopo Spagna e Francia.
Venezia e Firenze risultano tra le città più redditizie per gli affitti brevi; Roma e Milano combinano buoni volumi e solidità, mentre Sicilia e Puglia mostrano maggiore stagionalità e redditività inferiore.
Investimenti in Hospitality
Nel 2025 le transazioni hospitality in Europa hanno superato i 25 miliardi di euro (+15%), il livello più alto dal 2019. L’Italia ha raggiunto 2,2 miliardi di euro, pari al 9% degli investimenti europei e al quarto posto.
Nei primi sei mesi del 2026 sono stati investiti in Italia 7,3 miliardi di euro (+37% sullo stesso periodo del 2025). L’Hospitality ha raccolto quasi 1,2 miliardi, pari al 16% dei volumi complessivi, nonostante un calo del 10% rispetto all’eccezionale H1 2025. Circa l’85% degli investimenti nel settore ha riguardato strutture a 4 e 5 stelle.
Circa un terzo degli investimenti ha interessato asset non operativi da convertire, ristrutturare o sviluppare. Milano e la sua area metropolitana hanno concentrato il 30% del volume Hospitality dell’H1 2026, seguite da Roma con oltre il 20%. Restano interessanti anche i mercati emergenti, con attenzione alla costa siciliana, al Lago di Como e alle destinazioni alpine di lusso in Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta.
"Guardando ai prossimi anni, prevediamo un turismo italiano sempre più internazionale. La crescita dei visitatori stranieri continuerà a trainare il mercato, mentre la domanda domestica tenderà a stabilizzarsi dopo il forte recupero registrato negli ultimi anni. Si sta delineando un nuovo equilibrio, nel quale la capacità di attrarre flussi esteri diventerà un fattore competitivo fondamentale per destinazioni e operatori. Parallelamente, i trend legati al cambiamento climatico suggeriscono che la crescita non sarà distribuita in modo uniforme. Assisteremo sempre più a una ridefinizione delle geografie turistiche, con un progressivo spostamento della domanda verso stagioni intermedie e destinazioni in grado di offrire esperienze sostenibili, accessibili e resilienti. Chi saprà anticipare questi cambiamenti sarà nella posizione migliore per cogliere le opportunità del prossimo ciclo di sviluppo del settore" conclude Nico Di Benedetto.
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