Borse europee in rosso con balzo petrolio. Soffre il tech con timori dei big AI
La seduta
(Teleborsa) - Le Borse europee scambiamo in ribasso, Piazza Affari compresa, all'inizio di una settimana fondamentale per le banche centrali, con Fed, BoE e BoJ chiamate a misurarsi con il nuovo shock energetico e il ritorno delle pressioni inflazionistiche. L'evento principale sarà la riunione del FOMC di mercoledì, con gli analisti che considerano questo meeting una "close call" in cui non si può escludere un rialzo di 25 punti base. Giovedì la Bank of England dovrebbe mantenere il tasso di riferimento invariato al 3,75%, mentre venerdì la Bank of Japan dovrebbe alzare il tasso di riferimento all'1,25%.
Tra le materie prime, il greggio ha registrato un nuovo balzo sulla scia delle crescenti tensioni geopolitiche che hanno alimentato i timori per l'offerta globale. In particolare, hanno pesato gli attacchi contro l'Arabia Saudita e contro imbarcazioni nei pressi dello Stretto di Hormuz, nonché alla chiusura dell'oleodotto saudita East-West. Quest'ultimo rappresenta una rotta di esportazione strategica che consente al greggio di evitare lo Stretto di Hormuz; la sua chiusura potrebbe mettere a rischio fino al 4% dell'offerta petrolifera mondiale. Parallelamente, i crescenti rischi legati alle attività degli Houthi nell'area dello Stretto di Bab el-Mandeb hanno sollevato preoccupazioni riguardo a un'altra importante via di transito.
A livello settoriale, si registrano significative vendite sulla tecnologia a causa delle richieste dei vertici di Anthropic, OpenAI e altri big del settore di rallentare lo sviluppo dei modelli più avanzati per ragioni di sicurezza, riaprendo soprattutto il dibattito sulla sostenibilità dell’enorme ciclo di investimenti. Scendendo nei dettagli, l'appello di Dario Amodei (Anthropic) a un rallentamento volontario nello sviluppo di modelli avanzati - motivato dal rischio di perdere il controllo "entro 6-12 mesi" e da potenziali danni nell'ordine di centinaia di miliardi di dollari - ha trovato il sostegno di Elon Musk e Sam Altman; quest'ultimo ha deciso di rinviare l'IPO di OpenAI per dare priorità alla sicurezza. Tale convergenza di opinioni, unita alle dimissioni di un ricercatore di Anthropic che aveva messo in guardia contro un rischio esistenziale "entro la fine del decennio", sta riaccendendo il dibattito sulla regolamentazione.
Sul fronte politico, mercoledì è previsto il sesto discorso sullo stato dell'Unione della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che farà il punto sui risultati conseguiti dall'UE nell'ultimo anno e ne delineerà le priorità per l'anno a venire, sullo sfondo di crescenti tensioni geopolitiche, venti contrari per l'economia, aumento del costo della vita e crescente frammentazione politica.
Sessione debole per l'euro / dollaro USA, che scambia con un calo dello 0,36%. L'Oro continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,58%. Pioggia di acquisti sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 2,84%.
Sale lo spread, attestandosi a +88 punti base, con un incremento di 4 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 4,39%.
Tra le principali Borse europee trascurata Francoforte, che resta incollata sui livelli della vigilia, bilancio positivo per Londra, che vanta un progresso dello 0,55%, e piccola perdita per Parigi, che scambia con un -0,27%.
A Milano, si muove sotto la parità il FTSE MIB, che scende a 52.286 punti, con uno scarto percentuale dello 0,43%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 54.826 punti. Variazioni negative per il FTSE Italia Mid Cap (-1,09%); con analoga direzione, leggermente negativo il FTSE Italia Star (-0,3%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Campari (+3,15%), Leonardo (+1,56%), DiaSorin (+1,14%) e ENI (+1,08%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Prysmian, che continua la seduta con -4,68%. Spicca la prestazione negativa di STMicroelectronics, che scende del 3,17%. Tentenna Buzzi, che cede lo 0,90%. Sostanzialmente debole Azimut, che registra una flessione dello 0,77%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano, Reply (+2,19%), MARR (+1,05%), MFE A (+0,96%) e Ferragamo (+0,70%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Technoprobe, che continua la seduta con -6,97%. Crolla Cembre, con una flessione del 3,87%. LU-VE Group scende del 3,61%. Calo deciso per CIR, che segna un -2,99%.
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