(Teleborsa) - Hanno preso il via ieri – con il fermo di bus, tram, treni e metro a livello locale, provinciale e regionale proclamati da varie sigle sindacali – i
primi scioperi del 2026 nei trasporti. E fino a domenica altre proteste metteranno a rischio i servizi nel trasporto ferroviario e aereo.
Nel dettaglio ieri hanno protestato per quattro ore il personale della società Tua unità di produzione delle province di Pescara e Chieti, i lavoratori della divisione Ferro e quello viaggiante delle linee vesuviane della società Eav di Napoli (per 24 ore), i dipendenti della società Sasa di Bolzano, della società Tua di Teramo e della regione Abruzzo, quello delle aziende del trasporto pubblico locale dell'Abruzzo e della società Tua, unità di produzione di Lanciano (Chieti). Si è fermato 8 ore il personale equipaggi di Trenitalia Doic (Direzione Operativa Interscambi Commerciali) di Genova piazza Principe.
Oggi sarà la volta di uno
sciopero in Sardegna per l'intera giornata sempre nel trasporto locale mentre si fermerà per 24 ore il personale della
Swissport Italia dell'aeroporto di Milano Linate ma anche di quello di airport handling aeroporti di Linate e Malpensa. Sempre oggi incrociano le braccia per 24 ore le hostess di
Easyjet e per 8 ore quelle di
Vueling. Dalle 21 di oggi alle 21 di sabato 10 gennaio sarà
sciopero nelle Ferrovie per un'astensione proclamata da alcune sigle sindacali autonome. Gli effetti, in termini di cancellazioni e ritardi, ha fatto sapere l'azienda, "potranno verificarsi anche prima e protrarsi oltre l'orario di termine dell'agitazione sindacale. Per il trasporto Regionale sono garantiti i servizi essenziali dalle 6 alle 9 e dalle 18 alle 21 di sabato 10 gennaio". Trenitalia, "tenuto conto delle possibili ripercussioni sul servizio, invita i passeggeri a informarsi prima di recarsi in stazione".
Il 10 infine, si fermano per 8 ore a livello nazionale i
dipendenti di Rfi che lavorano negli impianti di manutenzione delle infrastrutture.