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MPS, oggi il CdA straordinario: Lovaglio chiamato a decidere sul piano anti-Intesa

Crescono i soci contrari alla strategia difensiva

Banche, Finanza
MPS, oggi il CdA straordinario: Lovaglio chiamato a decidere sul piano anti-Intesa
(Teleborsa) - È il giorno della verità per Banca Monte dei Paschi di Siena. Il consiglio di amministrazione dell'istituto toscano è stato convocato in seduta straordinaria per oggi pomeriggio, con inizio fissato alle 18 a Siena, per fare il punto sulla partita aperta con Intesa Sanpaolo. La banca non ha rilasciato commenti.

La riunione arriva a una settimana dalla contromossa del gruppo guidato da Carlo Messina, che ha migliorato la parte in denaro della propria offerta pubblica di acquisto e scambio su MPS. Il ritocco, pari a 25 centesimi, è però subordinato a una condizione precisa: che i soci del Monte, nell'assemblea in calendario il 29 ottobre, respingano per intero la strategia difensiva messa a punto dall'amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Quella strategia, presentata ad agosto, prevede due offerte distinte, una su Banco BPM e una su Banca Generali, oltre a un dividendo straordinario da 4 miliardi da corrispondere in parte in contanti e in parte in titoli Generali. Per andare avanti, Lovaglio ha bisogno del sì di almeno due terzi dei voti espressi in assemblea. Un traguardo che, alla luce degli ultimi sviluppi, appare ormai fuori portata.

Nel corso della scorsa settimana, infatti, alcuni dei principali azionisti di Rocca Salimbeni hanno annunciato che voteranno contro. Si tratta di Delfin, primo socio con il 17,5%, del gruppo Caltagirone con il 13,5%, della famiglia Benetton con l'1,45% e di Praude Asset Management con lo 0,72%: complessivamente oltre un terzo del capitale, quanto basta per bloccare le delibere. Nel fine settimana, secondo quanto riportato dal Corriere, al fronte favorevole a Intesa si sarebbe aggiunta anche Enasarco, la cassa previdenziale degli agenti e rappresentanti di commercio, che avrebbe espresso il proprio appoggio all'offerta di Ca' de Sass. Lo stesso quotidiano indica come probabile uno schieramento analogo da parte di Giorgio Girondi.

A complicare ulteriormente il quadro c'è la posizione di Crédit Agricole, che detiene circa il 30% di Banco BPM e si è detta nettamente contraria all'offerta senese sull'istituto di Piazza Meda. Proprio Banco BPM, guidato da Giuseppe Castagna, riunirà il proprio consiglio domani, in una seduta già prevista da tempo, nella quale potrebbe trovare spazio anche un aggiornamento sul risiko.

Qualche segnale positivo per Lovaglio arriva invece sul versante Mediobanca. Sabato il proxy advisor Iss, in un suo rapporto, ha consigliato agli azionisti di Piazzetta Cuccia di approvare la fusione dell'istituto milanese nel Monte, un passaggio che rientra nel disegno elaborato dal numero uno di Siena.

Cosa uscirà dal consiglio resta comunque difficile da prevedere, anche perché dai vertici del Monte trapela pochissimo e non è chiaro se sul tavolo arriveranno nuove iniziative difensive. Gli scenari sono sostanzialmente due. Da un lato, Lovaglio potrebbe prendere atto della contrarietà di una parte rilevante dell'azionariato e ritirare le proposte sottoposte all'assemblea. Dall'altro, se ritenesse di avere ancora spazio di manovra, potrebbe provare a guadagnare tempo spostando la data del 29 ottobre, una scelta che però andrebbe giustificata in modo convincente agli occhi del mercato. Negli ultimi giorni sono tornate a circolare anche altre ipotesi, come l'ingresso in scena di un cavaliere bianco o una distribuzione di dividendi di grandi dimensioni: opzioni considerate finora poco praticabili, ma che la convocazione del CdA ha riportato al centro delle voci. Del resto, il manager ha già dimostrato in passato di saper uscire da situazioni complicate.

Resta ora da capire quali indicazioni daranno Iss e Glass Lewis ai soci del Monte in vista dell'assemblea di fine mese. Un passaggio tutt'altro che secondario, dato che i fondi d'investimento tendono a seguire con fedeltà le raccomandazioni di questi consulenti.
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