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Stanze in affitto: in un anno i prezzi calano del 6,2% a livello nazionale

Osservatorio annuale di Immobiliare.it Insights sul mercato delle stanze

Economia
Stanze in affitto: in un anno i prezzi calano del 6,2% a livello nazionale
(Teleborsa) - Sebbene i prezzi delle stanze singole nella maggior parte delle città universitarie italiane continuino a crescere, rispetto a dodici mesi fa si registrano cali anche in centri importanti come Milano e Bologna. A livello nazionale, i costi medi mensili diminuiscono del 6,2%.

La contrazione è legata soprattutto alla flessione della domanda, misurata sia in termini di contatti medi per annuncio (-19,8%) sia di contatti complessivi, in calo di quasi il 22% rispetto a un anno fa, confermando una tendenza già emersa, seppure in misura più contenuta, la scorsa estate.

Sono alcune delle evidenze dell’ultimo rapporto di Immobiliare.it Insights, proptech company guidata da Luke Brucato, specializzata in analisi di mercato e data intelligence e parte del gruppo Immobiliare.it, che, in vista del nuovo anno accademico, ha analizzato domanda, offerta e prezzi delle stanze in affitto in Italia.

"I dati sulle stanze confermano un progressivo riequilibrio del comparto dopo anni caratterizzati da una crescita sostenuta, sia sul fronte della domanda che su quello dei prezzi. Si tratta di una tendenza che aveva già iniziato a manifestarsi la scorsa estate, ma che oggi emerge con maggiore chiarezza", dichiara Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. "La flessione registrata a livello nazionale può essere considerata come fisiologica: in mercati molto maturi come Milano, dove i canoni hanno raggiunto livelli particolarmente elevati, una domanda meno intensa tende naturalmente a tradursi in un ridimensionamento dei prezzi. Ad ogni modo il quadro resta molto eterogeneo: accanto ai grandi centri in cui il mercato si sta stabilizzando, ci sono ancora numerose città che continuano a registrare aumenti significativi dei canoni, a conferma di dinamiche locali molto differenziate".

I principali focus

1. Milano e Roma

Milano rimane la città più cara in Italia per affittare una stanza singola, con 704 euro/mese medi, nonostante un calo annuo del 3,8%. La pressione della domanda sul singolo annuncio cresce dell’1,5%, ma i contatti complessivi, indicatore più significativo del grado di interesse degli utenti, scendono di oltre il 14%.

Roma mostra invece un trend diverso: pressione della domanda e contatti complessivi si contraggono di oltre il 30%, mentre i prezzi continuano a salire (+7% anno su anno). Il canone medio per una stanza singola è di 615 euro/mese, il terzo più alto tra le città analizzate, dopo Milano e Firenze (627 euro/mese).

A Milano il quartiere più caro è il Centro, con 823 euro/mese (-2% anno su anno), seguito da Porta Romana-Cadore-Montenero (812 euro/mese, +1,8%) e Garibaldi-Moscova-Porta Nuova (807 euro/mese, +2,5%). La zona più economica è Ponte Lambro-Santa Giulia (571 euro/mese, -1,8%).

A Roma il quartiere più costoso è il Centro Storico, che raggiunge 733 euro/mese (+9,1%), seguito da Parioli-Flaminio (730 euro/mese, +7,9%) e Corso Francia-Vigna Clara-Fleming-Ponte Milvio (724 euro/mese, +31,4%). Cala Testaccio-Trastevere (-2,3%, 679 euro/mese), mentre la zona più conveniente è Casal Lumbroso-Massimina-Ponte Galeria (447 euro/mese, +0,1%).

2. Dove i prezzi continuano a crescere

Oltre a Roma, diverse importanti città universitarie registrano aumenti significativi. Pescara è il caso più eclatante (+28,6%, 388 euro/mese), seguita da Trieste (+16,7%, 369 euro/mese), Palermo (+13,6%, 315 euro/mese), Bari (+12,2%, 426 euro/mese), Genova (+11,9%, 408 euro/mese), Pisa (+10,7%, 364 euro/mese) e Pavia (+10,2%, 400 euro/mese).

Interessante il caso di Genova, uno dei mercati più vivaci: crescono contemporaneamente canone medio, offerta disponibile (+44,5%), pressione di domanda (+12,3%) e contatti totali (+10,4%), segno di un interesse diffuso che tiene il passo di uno stock in espansione.

3. La classifica delle città più e meno costose

Dopo Milano, Firenze e Roma, le tre città più costose, Bologna è quarta e perde due posizioni per effetto della flessione dei canoni del 7,5% (585 euro/mese). Bergamo guadagna sei posizioni, passando dall’undicesima alla quinta, grazie a un aumento dell’8,3% (504 euro/mese).

Seguono Padova (appena sotto i 500 euro/mese, -1,1%), Torino (479 euro/mese, +0,5%), Brescia (478 euro/mese, -7,9%), Verona (473 euro/mese, +0,1%) e Venezia (456 euro/mese, +0,7%). Trento scende dal quinto al dodicesimo posto, con un calo dei canoni del 18,3% (444 euro/mese).

Tra i centri più convenienti non si registrano variazioni rispetto allo scorso anno: Foggia (259 euro/mese, +4%), Catanzaro (251 euro/mese, +3%) e Chieti (240 euro/mese, +5,2%).

4. L’andamento dell’offerta

La disponibilità di stanze singole sul mercato, considerando gli annunci pubblicati su Immobiliare.it, è diminuita nell’ultimo anno di circa il 15% a livello nazionale. Alcune città sono però in controtendenza: Venezia registra una crescita del 115,4%, mentre lo stock aumenta anche a Firenze (+95,2%) e Ferrara (+72,7%).

In questi casi, il forte incremento dell’offerta determina una diminuzione dei contatti per singolo annuncio, poiché gli utenti possono scegliere tra un numero più ampio di proposte.



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