(Teleborsa) - "Con riferimento al tema degli esodati, a seguito degli effetti derivanti dell'applicazione della legge Fornero, a oggi secondo i dati puntuali forniti dall'Inps al Ministero, i soggetti che potrebbero essere a rischio di non maturare il diritto alla pensione entro la fine della prestazione di accompagnamento sono stimati in 4.900 unità, numero assolutamente diverso da quello pubblicato e diffuso anche da organizzazioni sindacali di oltre 50mila persone". È quanto ha ha affermato la
ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, al question time al Senato, rispondendo a un'interrogazione sulle iniziative in materia di requisiti per il pensionamento ed il rafforzamento della previdenza complementare.
"Sulla questione, a garanzia dei lavoratori, si procederà, previo confronto con le parti sociali, a disposizioni attuative volte a chiarire che la corresponsione della prestazione sarà garantita fino al raggiungimento degli effettivi requisiti per il pensionamento", ha spiegato la ministra.
"In continuità con l'azione già avviata, il Governo – ha concluso
Calderone – intende proseguire lungo una linea improntata a equilibrio, gradualità, responsabilità, consolidando un sistema di uscita dal lavoro che sia equo, flessibile e sostenibile. Un sistema capace di tutelare i lavoratori prossimi al pensionamento, evitare nuove situazioni di incertezza, garantire alle future generazioni un impianto previdenziale solido, inclusivo, coerente con le trasformazioni del mercato del lavoro e della società".
Sempre ieri l'aula della Cameraha dato il via libera alla
mozione della maggioranza sulle pensioni con 125 voti a favore, 100 contrari e 10 astenuti. Respinte, invece, le mozioni delle opposizioni: una unitaria di Pd-M5s-Avs, una di Azione e una di Iv.
La
mozione di maggioranza impegna, tra l'altro, il governo "a proseguire nell'azione di monitoraggio e intervento sugli effetti degli adeguamenti automatici dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, anche attraverso interventi correttivi in riduzione o di congelamento in continuità con quanto già disposto con la legge di bilancio 2026". La
mozione di Pd-M5s-Avs chiedeva invece di adottare iniziative "volte a rivedere, sin dal primo provvedimento utile, la decisione di incrementare i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione e ad eliminarne il meccanismo di revisione periodica, abolendo immediatamente il meccanismo automatico di adeguamento all'aspettativa di vita, escludendo altresì ogni ulteriore iniziativa volta a prolungare il già improprio strumento delle finestre di uscita" oltre che rendere strutturali "canali di uscita anticipata come Ape sociale, estendendola anche ai lavoratori autonomi, e Opzione donna". La
mozione di Azione impegnava, infine, il governo "a garantire il mantenimento dei principi cardine della riforma pensionistica del 2011, ivi inclusi l'automatismo di adeguamento dei requisiti alla speranza di vita e la cadenza biennale degli aggiornamenti".