(Teleborsa) -
Le cooperative italiane hanno chiuso un
terzo trimestre 2025 all'insegna della stabilità (per il 75% di esse), ma
cresce il numero di quelle più pessimiste circa il contesto economico nazionale (il 31%), motivate da un quadro complessivo di
incertezza. Il Ad un quado interno caratterizzato da una sostanziale stabilità della domanda e dell’occupazione, fanno da contrappeso
segnali di indebolimento ed un
peggioramento della domanda estera. E' quanto emerge dall'ultima indagine congiunturale effettuata dall’
Area Studi di Legacoop.
Per
Simone Gamberini, presidente di Legacoop, i dati "confermano una fase di sostanziale tenuta del sistema, che continua a dimostrare
capacità di adattarsi pure in un
contesto economico complesso e incerto", ma "preoccupano le difficoltà che proseguono nel settore manifatturiero", mentre "la persistente
carenza di manodopera qualificata e le
tensioni sulla liquidità a breve termine impongono un rafforzamento delle politiche industriali, del lavoro e degli investimenti". "La cooperazione continua a essere pronta a fare la propria parte per sostenere sviluppo e occupazione - prosegue Gamberini - ma
servono scelte chiare e un quadro di maggiore stabilità e coraggio politico per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione”.
Domanda interna "tiene" ma peggiora la domanda estera
L'indagine conferma che, nel terzo quadrimestre,
il 75% delle cooperative aderenti a Legacoop segnala un
andamento stazionario della domanda. L’11% ha registrato un aumento della domanda interna di prodotti e servizi, mentre il 14% ha segnalato una contrazione, determinando un saldo complessivamente negativo di 3 punti percentuali.
A livello settoriale, si evidenzia una quota più elevata di imprese che registrano un
calo della domanda nelle attività
manifatturiere (37%) e nel settore delle attività culturali e turistiche (20%).
In netto peggioramento la domanda estera: solo il 3% delle cooperative esportatrici dichiara un aumento, mentre ben il 21% segnala una contrazione, a conferma di un contesto internazionale sempre più sfavorevole.
L'occupazione tiene ma niente assunzioni
Anche sul fronte dell’
occupazione, si registra una
sostanziale stabilità per il 75% delle cooperative. Tuttavia, rispetto alla precedente rilevazione
diminuisce la quota di imprese che hanno
ampliato il proprio organico, con un conseguente ridimensionamento del saldo positivo, pari a 7 punti, tra le cooperative in crescita occupazionale (16%, in calo di 4 punti percentuali) e quelle che hanno invece ridotto il personale (9%, in aumento di 1 punto).
Aumenta il pessimismo sull’evoluzione del contesto
Guardando alle
prospettive per i prossimi mesi, le cooperative si confermano
pessimiste sull’evoluzione del contesto macroeconomico nazionale, con un saldo negativo di 23 punti (in aumento di 4 punti rispetto alla precedente rilevazione) tra i giudizi positivi che calano al 7% (- 1 punto) e i giudizi negativi che salgono al 31% (+ 2 punti percentuali).
Anche le aspettative relative alla domanda, pur con un saldo positivo di 5 punti,
evidenziano un indebolimento del clima di fiducia. Il 63% (2 punti in meno) la prevede stazionaria, ma si evidenzia una contrazione delle previsioni di crescita (19%, -5 punti) e un aumento delle previsioni di diminuzione (15%, + 4 punti). Per quanto riguarda
l’occupazione, per i prossimi 4–5 mesi il
78% delle cooperative prevede di mantenere invariato l’organico. Sul fronte degli
investimenti, si conferma la
propensione positiva: il 27% delle cooperative ne prevede un aumento, a fronte del 14% che ha pianificato una riduzione nell'anno a venire, con un saldo positivo di 13 punti.
Principali criticità: manodopera qualificata e problemi per l’export
La
scarsità di manodopera qualificata si conferma la
criticità più diffusa, segnalata dal 41% delle cooperative (+ 2 punti rispetto alla precedente rilevazione). Si tratta di un problema che si configura ormai come strutturale e che continua a incidere sull’operatività delle imprese. Seguono le
difficoltà legate alla liquidità a breve termine (31%, 3 punti in più). Restano rilevanti, pur in attenuazione, le criticità connesse all’aumento dei
costi delle materie prime (28%, -2 punti) e dei costi energetici (23%, - 5 punti). Molte cooperative continuano anche a segnalare
difficoltà nell’operare sui mercati esteri (il 27%). Tra i fattori che hanno maggiormente condizionato le esportazioni, emergono in primo luogo i costi e i prezzi più elevati (57%), seguiti dall’instabilità geopolitica internazionale (50%). Cresce fortemente il peso degli
impedimenti burocratici, indicati dal 36%, mentre risultano più contenute le criticità legate ai finanziamenti e ai tempi di consegna.