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L'Ecopillola di Ferretti: i fondi di private credit in Italia non sono una minaccia per le aziende

Banche, Economia
L'Ecopillola di Ferretti: i fondi di private credit in Italia non sono una minaccia per le aziende
(Teleborsa) - Cos'è esattamente il private credit? È davvero un pericolo per le nostre imprese oppure può rappresentare un'opportunità di crescita? Perché quello che succede in America non deve spaventarci troppo? Ne parla l'economista Andrea Ferretti nell'ultima Ecopillola, analizzando le differenze tra la finanza speculativa d'oltreoceano ed il sistema Europeo ed Italiano.

1 - Il modello americano

I fondi di private credit sono strumenti che, raccogliendo capitali da sottoscrittori istituzionali come fondi pensione, assicurazioni e banche, finanziano direttamente le aziende. Negli Stati Uniti, giganti come Blackstone e BlackRock hanno guidato una crescita tumultuosa di questo comparto, che oggi vale circa 2.000 miliardi di dollari, andando a sostituire parzialmente le banche, diventate più prudenti nel concedere credito dopo la crisi del 2008.





2 - Il problema americano

Il problema del mercato americano nasce dal fatto che i fondi hanno un eccesso di liquidità ma una gamma ristretta di aziende meritevoli di investimento. Pur di non arrestare un meccanismo altamente redditizio quindi, i fondi hanno iniziato a finanziare imprese non sempre meritevoli di credito. Questi fondi di Private Credit inoltre, sempre in un'ottica altamente speculativa, hanno concentrato oltre ogni limite prundenziale i propri investimenti nei comparti software e high-tech, vista la loro fortissima espansione. Questa esposizione ha reso però i fondi americani vulnerabili agli shock esterni e al sentiment dei mercati. Come previsto infatti, i timori legati alle conseguenze della guerra del Golfo e il rischio che l'intelligenza artificiale mandi in crisi il settore del software, hanno scatenato un'ondata di richieste di riscatto da parte dei sottoscrittori dei fondi americani, mettendo a nudo la fragilità di una strategia basata su pochi settori "di tendenza".

3 - Il rischio di contagio in Europa e in Italia

Il punto cruciale è capire se il meccanismo del private credit in Europa e in Italia sia in grado di generare un'instabilità finanziaria simile a quella che si è verificata negli Stati Uniti. La risposta è negativa per almeno tre motivi: Il primo è che il comparto in Europa ha dimensioni molto inferiori rispetto a quello americano; in particolare in Italia, dove il credito bancario è assolutamente prevalente con oltre 2.000 miliardi di euro di erogato, il comparto del private credit ha un valore di circa 15 miliardi. Il secondo motivo è che questo comparto in Europa non è nato con finalità speculative, come negli Stati Uniti, ma per affiancare strutturalmente il credito bancario nel sostegno al comparto produttivo. Il terzo motivo è che, mancando appunto la logica speculativa nel meccanismo europeo, i nostri fondi non hanno avuto la necessità di concentrare gli impieghi in pochi settori "dalle uova d'oro", come è accaduto con il software negli Stati Uniti, ma, al contrario, hanno finanziato, specialmente in Italia, aziende manifatturiere ben radicate nel territorio e meno esposte alle fibrillazioni del tech. A titolo di esempio Anthilia SGR, presente in Italia anche nel comparto del private credit, ha appena convogliato oltre 25 milioni di euro su un programma di sviluppo della Segafredo Zanetti, storico gruppo internazionale del caffè.

Il numero uno di JP Morgan, Jamie Dimon, parlando del private credit negli Stati Uniti, ha detto: "Quando vedi uno scarafaggio, è molto probabile che ce ne siano degli altri". Ha ragione, solo che questi scarafaggi non si trovano da noi.
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