Eurozona, indici PMI: a giugno si attenuano pressioni inflazionistiche e accelera produzione
L'indagine
(Teleborsa) - La produzione manifatturiera nell'Eurozona ha continuato a crescere moderatamente giugno 2026, secondo l'indagine S&P Global PMI. L'espansione ha addirittura registrato un leggero aumento rispetto a maggio, sulla scia di un marginale miglioramento della domanda. Le condizioni di approvvigionamento hanno tuttavia continuato a rappresentare un problema, con l'indice dei tempi di consegna dei fornitori che si è mantenuto ben al di sotto del livello registrato immediatamente prima dello scoppio della guerra in Medio Oriente.
L'indice PMI manifatturiero dell'Eurozona relativo al mese di giugno, che si conferma sopra la soglia chiave dei 50 punti che denota espansione dell'attività, è comunque sceso a 51,4 punti dai 51,6 punti di maggio, risultando al di sopra dei 51,3 della stima preliminare.
Per quanto concerne le maggiori economie dell'Eurozona, il PMI della Germania si è portato a 50,3 punti, dai 50,1 precedenti, risultando migliore dei 50 preliminari, mentre quello della Francia è migliorato a 51,2 da 49,7 ed evidenzia una revisione al rialzo rispetto al 50,7 preliminare. In Italia, il PMI manifatturiero scende a 52,2 dal 52,5 preliminare e rispetto al 52,9 del mese precedente. Infine, il PMI della Spagna è sceso a 49,7 da 51,2 e contro il 51 atteso.
"La nuova crescita della produzione manifatturiera di giugno si aggiunge ai segnali incoraggianti sulla resilienza dell'economia dell'eurozona - ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist S&P Global Market Intelligence - L'ultima espansione mensile conclude infatti il trimestre più forte per la produzione manifatturiera dell'area dell'euro dai primi mesi del 2022 e compenserà il recente calo registrato nel settore dei servizi".
"Questa crescita sostenuta è stata accompagnata da un gradito allentamento delle pressioni sui costi, dovuto in gran parte al forte calo mensile dei prezzi del petrolio, insieme a un attenuarsi dei timori relativi all'offerta - ha aggiunto - Non è però chiaro se le notizie più positive provenienti dal Medio Oriente porteranno a un ulteriore miglioramento delle prestazioni a breve termine del settore manifatturiero. Da un lato, i prezzi più bassi dell'energia e il miglioramento delle condizioni di approvvigionamento sono fattori molto incoraggianti in quanto, non solo riducono i costi delle imprese e attenuano potenziali interruzioni dell'approvvigionamento, ma contribuiscono anche a stimolare la domanda dei consumatori grazie a un'inflazione più contenuta. Negli ultimi mesi le aziende manifatturiere hanno beneficiato però di un accumulo precauzionale di scorte, che sta già iniziando a esaurirsi e potrebbe iniziare a frenare la crescita nei prossimi mesi".
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