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Immobiliare, nel secondo trimestre compravendite abitazioni in calo e prezzi in rallentamento

Il sondaggio di Banca d'Italia

Banche, Finanza
Immobiliare, nel secondo trimestre compravendite abitazioni in calo e prezzi in rallentamento
(Teleborsa) - Nel secondo trimestre del 2026 gli agenti immobiliari hanno indicato un rallentamento dei prezzi di vendita delle abitazioni. I margini di sconto sui prezzi richiesti e i tempi di vendita restano sostanzialmente stabili sui livelli minimi dall’inizio della rilevazione. Le compravendite intermediate dalle agenzie si sono ridotte lievemente nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente.

É quanto emerge dall'ultimo "Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia", elaborato dalla Banca d'Italia.

Tra i principali risultati del sondaggio anche il fatto che la domanda di abitazioni resta contenuta e l'offerta di abitazioni continua a ridursi. Nonostante il rialzo dei tassi operato dalla Bce a giugno, secondo il monitoraggio le condizioni di accesso al credito rimangono distese e continuano a incidere in misura modesta sulle cessazioni degli incarichi a vendere.

I canoni di locazione hanno accelerato rispetto al trimestre precedente nella maggior parte del territorio nazionale, salvo nel Nord-Ovest; hanno decelerato tuttavia nel confronto con lo stesso trimestre del 2025. Infine, il sondaggio di Bankitalia segnala che i giudizi degli operatori sulle prospettive del mercato immobiliare nazionale segnalano un cauto miglioramento, soprattutto su un orizzonte biennale.

Prezzi di vendita

Secondo i numeri raccolti da Bankitalia, nel secondo trimestre del 2026 il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei prezzi di vendita delle abitazioni si è ridotto a 7 punti percentuali (da 12 nel trimestre precedente), pur restando superiore al livello dello stesso periodo del 2025. Il rallentamento dei prezzi è risultato particolarmente marcato nel Nord-Ovest, dove il saldo è sceso a 1 punto (da 11).

Domanda-offerta e accesso al credito

Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei potenziali acquirenti è risultato pari a -15 punti percentuali, sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente ma in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-19 punti). Dal lato dell'offerta, gli operatori
continuano a segnalare una riduzione degli incarichi: la percentuale di agenti che hanno riscontrato un calo dei nuovi incarichi a vendere ha superato di 26 punti percentuali quella di coloro che ne hanno registrato un aumento (da 28 nell’indagine precedente); il saldo resta negativo anche per lo stock degli incarichi ancora da evadere (a -26 punti, da -29).

La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario si è attestata al 63 per cento, in lieve calo rispetto al trimestre precedente (65 per cento) e sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025. Il rapporto tra prestito e valore dell'immobile è rimasto stabile su livelli storicamente elevati, intorno al 78 per cento. La quota delle agenzie che hanno segnalato le difficoltà di accesso al credito tra le principali cause di cessazione dell'incarico si è attestata al 18 per cento, su livelli minimi dall'avvio della serie storica.

Locazioni

La quota di agenzie che hanno locato almeno un immobile è salita all'83 per cento, dal 79 per cento del trimestre precedente. Il saldo tra giudizi di aumento e diminuzione dei canoni si è attestato a 32 punti percentuali, sostanzialmente stabile a livello nazionale rispetto al trimestre precedente, ma con dinamiche divergenti tra le macroaree: nel NordOvest il saldo è sceso ulteriormente a 17 punti da 30, mentre nelle altre aree si osserva una ripresa.

Rimanendo nel mercato degli affitti, dal sondaggio emerge che le locazioni brevi si confermano un elemento rilevante. La quota di agenzie che giudicano rilevante il fenomeno delle locazioni brevi nel proprio mercato di riferimento si mantiene stabile, al 54 per
cento, con incidenze più elevate nel Centro e nel Sud e Isole (65 per cento).

Prospettive di mercato

I numeri del sondaggio rilevano infatti che restano prevalentemente sfavorevoli le condizioni attese per il mercato in cui opera l'agenzia, con un saldo negativo (-14 punti percentuali) sostanzialmente stabile rispetto alla rilevazione precedente, seppur in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-18 punti). Anche le attese sui nuovi incarichi a vendere restano negative (con un saldo di -20 punti), ma anch’esse in miglioramento nel confronto con lo stesso periodo dell'anno precedente. Le prospettive del mercato immobiliare nazionale si confermano in lieve recupero: il saldo delle attese è cresciuto lievemente per il trimestre in corso (a -15 punti da -17 nell’indagine precedente) e in misura più marcata sull'orizzonte del biennio successivo (-10 punti dai -22).

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