(Teleborsa) -
Magna International ha chiuso l'
esercizio 2025 con risultati del
quarto trimestre che hanno superato le aspettative degli analisti su tutti i principali parametri finanziari, dimostrando una forte resilienza operativa. Il
fornitore di componenti automobilistici ha registrato
vendite per
10,85 miliardi di dollari, segnando un incremento del 2,1% su base annua e battendo la stima del consenso Bloomberg ferma a 10,52 miliardi di dollari. Nonostante la
produzione globale di veicoli leggeri abbia subito una lieve flessione dell'1%, la società è riuscita a espandere il proprio fatturato grazie a un'esecuzione disciplinata e a una migliore performance operativa.
L'
EBIT rettificato è salito a
814 milioni di dollari, con un balzo del 18% rispetto all'anno precedente, superando ampiamente i 747,5 milioni previsti dagli analisti. Questo risultato ha permesso al margine EBIT rettificato di espandersi di 100 punti base, attestandosi al 7,5%. L'utile per azione rettificato è balzato a 2,18 dollari, superando sia il dato dell'anno precedente sia le stime di mercato di 1,80 dollari. Al netto delle voci straordinarie, l'
utile diluito GAAP è stato di 0 dollari, influenzato da
svalutazioni non monetarie per
615 milioni di dollari.
Sul fronte della
liquidità, l'azienda ha generato un robusto
Free Cash Flow di
1,3 miliardi di dollari nel trimestre, chiudendo l'anno con una posizione di cassa di 1,6 miliardi.
Sulla scia di questa solida generazione di cassa, Magna ha annunciato un aumento del
dividendo trimestrale a
0,495 dollari per azione, segnando il sedicesimo anno consecutivo di crescita della cedola.
Il CEO
Swamy Kotagiri ha espresso fiducia nella capacità dell'azienda di mantenere questo slancio anche nel 2026, puntando su una strategia di allocazione del capitale che privilegia il valore per gli azionisti.
Per il
nuovo anno fiscale, la società prevede ricavi compresi tra 41,9 e 43,5 miliardi di dollari e un utile per azione rettificato tra 6,25 e 7,25 dollari. Magna intende inoltre completare il piano di riacquisto di azioni proprie, procedendo al buyback dei restanti 22 milioni di titoli disponibili nell'ambito dell'attuale autorizzazione.