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Banca Generali, miglior trimestre di sempre. Mossa: "guardiamo ai prossimi mesi con fiducia e ottimismo"

Banche, Finanza
Banca Generali, miglior trimestre di sempre. Mossa: "guardiamo ai prossimi mesi con fiducia e ottimismo"
(Teleborsa) - I primi tre mesi dell’anno di Banca Generali hanno registrato un livello particolarmente elevato di utile netto consolidato, a €126,4 milioni, con una crescita del +14,6% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. La componente di utile ricorrente si è attestata a €93,5 milioni (+7,5% a/a), rappresentando il miglior risultato di sempre per tale voce a conferma della qualità e sostenibilità della crescita. La profittabilità conferma l’eccellente performance operativa della Banca, frutto di un modello di business ben diversificato e di un posizionamento “private” che ne hanno garantito il continuo sviluppo, anche a fronte di mercati divenuti progressivamente più difficili nelle ultime settimane di marzo per la situazione in Medio Oriente.
La componente di utile netto variabile è stata pari a €32,9 milioni (+41,1% a/a), sostenuta dal contesto positivo a gennaio e febbraio per le commissioni legate ai mercati finanziari.

Il margine di intermediazione è aumentato dell’11,6% a €279,6 milioni, trainato dall’incremento a doppia cifra delle commissioni nette ricorrenti (€141,2 milioni, +10,1% a/a), oltre che dal solido contributo del margine finanziario (€91,8 milioni, +4,4% a/a). Il dato ha beneficiato anche del balzo delle commissioni variabili (€46,6 milioni, +35,5% a/a).
Nel dettaglio, il margine d’interesse ha raggiunto i €82,7 milioni (+4,2% a/a) riflettendo la continua espansione dei volumi e la solida redditività degli attivi. A fine marzo, gli attivi fruttiferi ammontavano a €17,2 miliardi (+11,8% a/a, +3,1% da inizio anno), di cui il 76% costituito da attivi finanziari prevalentemente investiti in un portafoglio obbligazionario con duration pari a 1,2 anni (da 1,4 anni di fine 2025) e maturity a 3,3 anni (stabile rispetto a fine 2025), ed il 15% da crediti verso la clientela ampiamente collateralizzati. Il risultato della gestione finanziaria è salito a €9,2 milioni (+6,4% a/a) trainato dal contributo di Intermonte, principalmente nelle attività dell’area global markets e sales & trading.

I costi operativi si sono attestati a €90,8 milioni, con una variazione annuale del +9,8% o del +8,5% escludendo le spese non ricorrenti principalmente legate all’implementazione dei progetti strategici. La componente di costi operativi ‘core’ è stata pari a €82,5 milioni, con una variazione (+8,3% a/a) riconducibile ai significativi investimenti in ambito IT, AI/Data e People, finalizzati a sostenere la
crescita e al continuo miglioramento dell’efficienza nel digitale.

Gli indicatori di efficienza operativa si mantengono su livelli di best-practice settoriale: l’incidenza dei costi operativi sulle masse totali si conferma pari a 32 punti base, stabile rispetto al livello di fine 2025, mentre il Cost/Income ratio, rettificato per le componenti non ricorrenti, è sceso al 38,0% (dal 39,0% di dicembre 2025) o 35,9% (dal 36,8% di dicembre 2025) escludendo l’impatto di Intermonte.
Nell’anno sono stati contabilizzati accantonamenti, contributi ai fondi bancari e rettifiche di valore nette per €17,6 milioni (-11,5% a/a), con una variazione che riflette principalmente una leggera riduzione degli accantonamenti a fondi rischi dai livelli particolarmente elevati dello scorso anno.
Il tax-rate ordinario del periodo è stato pari al 26,2% (25,3% nel primo trimestre 2025) principalmente per effetto del temporaneo innalzamento dell’aliquota IRAP e al rinvio o limitazione di altre deduzioni previste dalla legge finanziaria per il triennio 2026-2028.

A livello patrimoniale, il CET1 ratio si è attestato al 16,7% e il Total Capital Ratio (TCR) al 18,5%. Tali coefficienti patrimoniali si posizionano su livelli ampiamente superiori ai requisiti minimi richiesti nell’ambito del processo di revisione e valutazione prudenziale SREP per l’esercizio 2026 pari all’8,6% per il CET1 ratio e al 12,9% per il TCR. I coefficienti patrimoniali sono stati influenzati da un maggiore assorbimento di capitale legato all’introduzione dei requisiti CRR3 (-0,1 ppt) e da un più elevato assorbimento di rischio di credito connesso a un aumento degli investimenti in obbligazioni corporate e finanziarie (-0,3 ppt) parzialmente controbilanciati da alcuni elementi positivi, tra cui l’utile netto trattenuto dopo aver stimato un dividend payout dell’85% dell’utile totale.
Il Leverage ratio della Banca si è attestato al 5,2%, stabilmente al di sopra del minimo regolamentare del 3%.
Infine, si mantengono particolarmente elevati gli indicatori di liquidità della banca con il LCRLiquidity Coverage ratio al 331% (dal 337% a fine 2025) e il NSFR-Net Stable Funding ratio al 242% (da 245% a fine 2025).

Le Masse totali gestite, amministrate e sotto consulenza da parte del Gruppo Banca Generali hanno raggiunto a fine marzo i €120,2 miliardi, in crescita del +8,3% su base annua.

La raccolta netta totale del primo trimestre 2026 è stata pari a €1,9 miliardi, in crescita del +28% rispetto ai livelli dell’anno precedente (€1,5 miliardi nel 1Q 2025), segnando la migliore partenza d’anno di sempre. I flussi del trimestre hanno evidenziato un ottimo livello qualitativo con flussi in Assets under Investment (AUI) in netta accelerazione rispetto al primo trimestre dell’anno scorso (€0,7 miliardi, +53% a/a), trainati dalla domanda di contenitori finanziari (€226 milioni da inizio anno) e fondi di casa (€214 milioni da inizio anno). I flussi negli Altri Attivi sono stati pari a €1,2 miliardi nel trimestre, sostenuti dalla forte domanda di titoli per il reinvestimento della liquidità e la sottoscrizione del BTP Valore nel mese di marzo.
Il mese di aprile ha registrato una raccolta netta totale pari a €0,9 miliardi (+42% a/a), portando il totale da inizio anno a €2,8 miliardi (+32% a/a). La qualità dei flussi si è confermata elevata, con raccolta in Assets under Investment (AUI) pari a €0,3 miliardi nel mese,
al netto di un’uscita one-off di €0,15 miliardi legata alla liquidazione di una singola polizza vita non Generali.

Outlook
Banca Generali "conferma il proprio impegno a realizzare una raccolta netta complessiva sui livelli d’eccellenza degli ultimi anni, per almeno a €6,5 miliardi, sostenuta dalla domanda strutturale di consulenza della clientela private e dal rafforzamento dell’attività di
reclutamento. La Banca si attende inoltre che oltre €4,0 miliardi provengano da ‘Assets under Investment’ (prodotti gestiti e consulenza su AUC & Banking)". Sul fronte reddituale, "la Banca ha aggiornato la guidance sul margine di interesse a €335-345 milioni per il 2026, rispetto ai precedenti €330-340 milioni comunicati a febbraio, riflettendo uno scenario di tassi attesi più elevati (Euribor 6 mesi medio previsto al ~2,5%). Banca Generali si attende inoltre per l’anno un management fee margin medio nell’intorno dei 140-142 punti base ed una crescita dei costi operativi ‘core’ compresa tra il 6% e l’8%".

"Il 2026 si è aperto con una partenza estremamente solida, la migliore in termini di risultati ricorrenti e accompagnata da una raccolta che, anche nel mese di aprile, ha superato le attese, in modo diffuso e ben equilibrato su tutto il territorio, ha commentato l'Amministratore Delegato e Direttore Generale di Banca Generali, Gian Maria Mossa. La dinamica della raccolta riflette il contesto geopolitico e alcune componenti straordinarie, con un atteggiamento dei clienti più prudente e orientato verso liquidità e titoli a breve termine. In questo scenario, spiega il top manager, stanno registrando una forte accelerazione le soluzioni a controllo della volatilità e a capitale protetto, per le quali attendiamo un ulteriore rafforzamento nelle prossime settimane grazie al lancio di iniziative mirate. Sul fronte del reclutamento, stiamo vivendo una fase di grande fermento, con l’ingresso di professionisti molto senior attratti dall’unicità del nostro modello integrato di private e investment banking, fondato sulla centralità della relazione consulente-cliente. Anche il contributo delle nuove generazioni è particolarmente significativo, a supporto del passaggio generazionale e della creazione di team sempre più specializzati. Sul piano progettuale, siamo molto soddisfatti del contributo di Intermonte nello sviluppo dei rapporti con la clientela imprenditoriale e dell’avanzamento del progetto di insurbanking, il cui roll-out nella rete Alleanza procede in linea con le aspettative, con feedback molto positivi dal territorio. A questo si aggiunge la recente acquisizione in Irlanda, che apre nuove prospettive nelle dinamiche d’offerta e nell’advisory di portafoglio. Nonostante un contesto macroeconomico complesso, i fattori di competitività del nostro modello di business continuano a rafforzare il percorso di crescita sostenibile che stiamo costruendo, consentendoci di guardare ai prossimi mesi con fiducia e ottimismo".
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