(Teleborsa) - Le tensioni geopolitiche "non si sono attenuate", ma anzi "le
fratture si sono ampliate, rendendo il contesto internazionale più instabile.
Eppure, l'economia mondiale non ha rallentato: la crescita ha superato le attese e il commercio internazionale ha continuato a espandersi". Lo ha detto
Fabio Panetta, Governatore della Banca d'Italia, al 32° congresso annuale dell'Assiom Forex presso il Palazzo del Casinò al Lido di Venezia.
"È il
segno della capacità di adattamento del sistema produttivo globale - ha sottolineato il Governatore - Riflette, in misura significativa, l'emergere di un nuovo ciclo tecnologico trainato dall'intelligenza artificiale, che alimenta l'innovazione, stimola gli investimenti e sostiene gli scambi".
Sull'AI, Panetta ha sostenuto che "è ancora presto per valutarne appieno la portata. Emergono tuttavia indicazioni coerenti con una trasformazione destinata a incidere profondamente sulle prospettive di crescita. È
ragionevole attendersi che l'intelligenza artificiale dia impulso alla produttività. Permangono tuttavia incertezze rilevanti sull'intensità del suo impatto e sulla sua distribuzione tra paesi, settori e lavoratori. Restano
interrogativi sulle ricadute occupazionali, sull'evoluzione delle disuguaglianze e sulla concentrazione del potere economico".
La trasformazione indotta dall'AI non deve comunque "indurre a sottovalutare le
fragilità che caratterizzano l'economia globale: l'elevato indebitamento pubblico, gli squilibri nei saldi esterni e l'accumulo di vulnerabilità latenti nei mercati finanziari".
"Le fonti di incertezza più rilevanti restano tuttavia il confronto geopolitico e la crescente segmentazione degli scambi, con l'emergere di nuove barriere alla circolazione di beni, servizi, tecnologie e idee - ha evidenziato il banchiere centrale - Lo shock tecnologico ne ha finora attenuato l'impatto; ma l'
adattamento a un sistema commerciale più frammentato comporta costi e perdite di efficienza per l'economia
globale".
"L'
attuale fase richiede realismo e capacità di adattamento. In presenza di tensioni geopolitiche persistenti, occorre rafforzare i canali di cooperazione esistenti e
ricorrere ad accordi bilaterali e plurilaterali per contenere i rischi e preservare la continuità degli scambi - ha aggiunto - Ciò non implica che la frammentazione dell'economia mondiale rappresenti un esito inevitabile. Il sistema multilaterale, pur con i suoi limiti, ha assicurato per decenni progresso e prosperità. In un contesto di interdipendenza ormai globale – nell'economia, nella tecnologia e nella finanza – il rispetto di regole condivise e l'aggiornamento delle istituzioni comuni costituiscono un interesse convergente per tutti i paesi, anche per quelli di maggiore peso sistemico".
Chiudendo il suo discorso con un omaggio a Venezia, descritta come "una città che ha fondato la propria grandezza sull'apertura e sugli scambi tra culture e mondi diversi", ha detto che "
la storia ci ricorda che l'apertura non è debolezza, ma lungimiranza. Cooperare, rispettare regole comuni, guardare oltre il breve periodo non è un retaggio del passato, ma la condizione per governare il futuro".