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Domenica 22 Luglio 2018, ore 01.26
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Bufale sulle sofferenze delle banche venete

Rimangono solo gli NPL, quando i crediti in bonis sono ceduti

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

Gira in rete la notizia secondo cui arriverebbe al livello mostruoso dell'80-85% la percentuale delle sofferenze sui crediti complessivamente erogati dalle due banche venete poste in liquidazione coatta, la Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Il dato, che sarebbe emerso a seguito dell'intervento del Commissario liquidatore Fabrizio Viola davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche, dovrebbe essere riferito invece alle sole partite creditizie deteriorate che non sono state oggetto di acquisto da parte di Banca Intesa per un euro simbolico. Sarebbe quindi ovvio che al liquidatore siano rimaste in mano quasi esclusivamente i crediti che banca Intesa non ha voluto prendersi in carico.

Fu la Banca d'Italia, nelle "Informazioni sulla soluzione della crisi di Veneto Banca S.p.A. e Banca Popolare di Vicenza S.p.A. - Memoria per la VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati" a chiarire nel luglio scorso che:

"Intesa ha acquisito il compendio aziendale delle due banche e delle relative società controllate al valore simbolico di 1 euro. Nel dettaglio, si tratta di attivi per un valore provvisorio di 45,9 miliardi, composti principalmente da crediti verso banche (3,8 miliardi), crediti in bonis verso la clientela (30,1 miliardi), attività finanziarie (8,8 miliardi), e per la parte restante da poste di varia natura. [...]
Lo sbilancio tra attività e passività acquisite rappresenta un credito di Intesa nei confronti delle liquidazioni ed è stato provvisoriamente quantificato in 5,4 miliardi". [...]

"Le poste dell'attivo e del passivo escluse dal perimetro acquisito da Intesa sono rimaste nelle liquidazioni delle due banche. L'attivo, provvisoriamente fissato in 11,6 miliardi, è composto da crediti deteriorati (9,9 miliardi di valore netto contabile, 17,8 di valore lordo) e da alcune partecipazioni ed interessenze non strategiche (1,7 miliardi). Quest'ultima componente include le partecipazioni detenute dalle due banche venete in Banca Intermobiliare (BIM) e Farbanca; queste due banche continuano a operare regolarmente, anche grazie al supporto finanziario fornito da Intesa".

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