Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Domenica 23 Settembre 2018, ore 16.55
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

La Guerra? La facciano gli altri

Una cosa è bombardare la Bosnia, o chiudere i cieli di Tripoli...

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa

La guerra si fa per procura, di questi tempi.

Ci sono conflitti armati dappertutto, in giro per il mondo, la maggior parte neppure raccontati dai giornali, come quelli che dilaniano l'Africa. Noi ci stiamo accorgendo del dramma della Siria solo perché ce ne parlano i giornali.

Adesso, starebbe per scoppiare una nuova guerra mondiale, per via della punizione che Donald Trump vorrebbe impartire al regime di Damasco per aver usato degli agenti chimici, del cloro, per colpire la popolazione inerme della città di Douma nella notte tra l'8 ed il 9 aprile. Lancerebbe missili nuovi, intelligenti, che i Russi non si aspettano.

E' vero, ne abbiamo viste di tutti i colori, in questi anni. A partire dalla prima guerra del Golfo, decisa da George Bush padre per cacciare dal Kuwait Saddam Hussein, che cercava di prendersi un po' di petrolio per ripagarsi i debiti contratti per fare la guerra all'Iran. Aveva combattuto per quasi un decennio l'Iran di Kohmeini, quello secondo cui gli Usa erano il Grande Satana.

E poi, dopo l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, è cominciata la lotta al terrorismo, con le operazioni della Coalizione dei Volenterosi, gli alleati degli americani, contro i Talebani in Afganistan, per colpire i tabernacoli dei terroristi, magari gli eredi di coloro che anni prima erano stati armati per contrastare l'invasione sovietica.

La guerra a Saddam Hussein seguì subito dopo: aveva, così si disse, le armi di distruzione di massa con cui avrebbe potuto annientare Israele. Chi mai avrebbe potuto resistere, in Kuwait, in Afganistan, oppure in Irak, al potenziale militare americano? Nessuno, ovviamente. Solo che, una volta annientati gli eserciti, sono rimaste le macerie. Le popolazioni sono tornate allo stato tribale, senza più un barlume di ordinamento civile, per quanto embrionale e gracile fosse stato quello precedente. Gli ex-militari si sono organizzati, ed hanno cominciato a trafficare di tutto. I delinquenti di ogni risma hanno messo su bande armate.

D'altra parte, non è stato forse questo l'esito dell'abbattimento del regime del Colonnello Gheddafi? E' bastato poco: accusarlo di violenze contro i civili deferendolo alla Corte penale internazionale, organismo che neppure gli Usa hanno mai riconosciuto per non soggiacere al giudizio altrui; andare all'Onu e chiedere la creazione di una no-fly zone per impedire all'esercito libico di muoversi; armare i ribelli, provocare il caos. Dal 2011 siamo ancora lì: tribù contro tribù, senza tregua e senza costrutto, dietro cui si muovono un po' tutte le potenze, da quelle occidentali a quelle arabe.

La Siria non fa eccezione: per abbattere il regime di Assad, anche lui un presunto massacratore di manifestanti inermi, sono arrivati guerriglieri jiadisti da tutte le parti dell'Europa. E va avanti anche lì dal 2011, una guerra civile in cui intervengono in modo dichiarato la Russia, l'Iran e la Turchia. Molte altre, con la scusa della lotta all'Is, forniscono il supporto di intelligence, con istruttori militari, ai diversi gruppi.

Insomma, ci si fa la guerra utilizzando la casa degli altri, per regolare i rapporti di forza, per ampliare la propria area di influenza, per avvelenare i pozzi in modo che nessuno possa più bere.

Ma che ora gli Usa, insieme a Francia e Gran Bretagna, lancino davvero nugoli di missili contro la Siria, e facciano anche indirettamente guerra alla Russia, perchè difende l'”animale” Assad che usa armi chimiche, questo no, non pare davvero verosimile.

La recente rielezione di Vladimir Putin, che ha ancora altri quattro anni davanti a se' per guidare la Russia, destabilizza l'Occidente. Trump ha le elezioni di mid-term a settembre e le primarie già dal prossimo anno. Theresa May deve gestire la Brexit, con mezzo Parlamento in rivolta. Angela Merkel è a fine carriera, alla guida di una coalizione quanto mai debole. Emanuel Macron ha dalla sua solo le elite, ma uno scarso consenso popolare: e poi lo ha già detto chiaramente, che di attaccare la Russia non ci pensa proprio. Chiaro?

Una cosa è bombardare la Bosnia, o chiudere i cieli di Tripoli...

La Guerra?

La facciano gli altri.

Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.