Ed infatti, all'articolo 79 del disegno di legge di bilancio si prevede che: "
E' istituita una imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego, d'ora in avanti indicati come MACSI, che hanno o sono destinati ad avere funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci o di prodotti alimentari; i MACSI, anche in forma di fogli, pellicole o strisce, sono realizzati con l'impiego, anche parziale, di materie plastiche, costituite da polimeri organici di origine sintetica e non sono ideati, progettati o immessi sul mercato per compiere più trasferimenti durante il loro ciclo di vita o per essere riutilizzati per lo stesso scopo per il quale sono stati ideati. L'imposta non è dovuta sui MACSI che risultino compostabili in conformità alla norma UNI EN 13432 [...] Sono escluse dall'applicazione dell'imposta le siringhe rientranti tra i dispositivi medici classificati dalla Commissione unica sui dispositivi medici, istituita ai sensi dell'articolo 57 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 [...] L'imposta di cui al comma 1 è fissata nella misura di 1,00 euro per chilogrammo di materia plastica di cui è composto il MACSI".
Dall'Emilia Romagna si sono levate le
proteste dei produttori di impianti e macchinari per imballaggio e confezionamento che usano la plastica, che temono conseguenze rilevanti sui costi che dovrebbero assorbire. Prima si chiarisce che la tassa non colpirà le siringhe per le iniezioni, poi che verrà "temperata".
Il leader del M5S afferma che si tratta di influire sui comportamenti dannosi sotto il profilo ambientale e che non ci si può limitare ai soli proclami, il Ministro dell'Economia si barcamena tra un comunicato rassicurante in cui comunque ribadisce che non ci sarà una marcia indietro.
La assurdità è che gli italiani subiranno una beffa, pagando due volte:
- al Fisco italiano pagheranno una imposta sul consumo, di un euro per chilogrammo su tutti i MACSI, e cioè sulle confezioni contenenti plastica mono uso, a prescindere dal fatto che poi li conferiscano come rifiuti ai sistemi di raccolta differenziata.
- all'Unione europea, l'Italia pagherà una somma di 0,8 euro per chilogrammo sulla differenza tra il peso della plastica prodotta e quello della plastica che è stata riciclata.
Dell'ambiente non interessa niente a nessuno: servono solo soldi.
La beffa della Plastic Tax all'italiana: pagheremo il doppio.
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