Teleborsa utilizza cookie, anche di terze parti, e tecnologie simili per gestire, migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione del sito. Per maggiori informazioni su come utilizzare e gestire i cookie, consulta la nostra Informativa sui cookie.
Chiudendo questa notifica dichiari di aver preso visione e di ACCETTARE LA PRIVACY E I COOKIE DI TELEBORSA.

 
Mercoledì 26 Febbraio 2020, ore 20.24
Azioni Milano
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

I dazi di Trump alla Cina hanno picchiato duro

Ma l'Accordo sulla Fase 1 penalizzerà l'Europa

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
1 2 »

Solo nel corso del 2019 si sono visti i risultati della feroce stretta americana sulle importazioni dalla Cina.

E' per questo motivo che Pechino, vedendo ridurre fortemente il proprio export verso gli Usa, si è decisa a firmare l'Accordo sulla Fase 1 delle trattative, impegnandosi ad aumentare l'import di merci e servizi dagli Usa.

Ci saranno delle conseguenze negative per il resto del mondo: per la Cina, comprare merci e servizi dagli Usa oppure dall'Europa, è lo stesso. Per noi, ovviamente no: pagheremo con minori esportazioni alla Cina il riequilibrio commerciale tra questa e gli Stati Uniti.

La guerra commerciale, a suon di dazi, è iniziata il 22 marzo del 2018, quando il Presidente americano Donald Trump accusò la Cina di "aggressione economica". A più riprese, le tariffe hanno riguardato un volume crescente di importazioni dalla Cina. Pechino ha risposto con ritorsioni mirate a colpire al cuore il bacino elettorale di Trump, penalizzando fortemente l'import di prodotti agricoli e di carne.

Sono passati dunque 20 mesi da allora, e solo ora si vedono gli effetti della decisione americana: nel corso del 2018, infatti, ci fu una corsa ad aumentare le scorte da parte degli importatori americani, che portò a peggiorare il saldo commerciale negativo nei confronti di Pechino, che passò 375 miliardi del 2017 ai 420 miliardi del 2018.

I dati sul commercio estero americano arrivano fino al mese di novembre dell'anno scorso, ma gli effetti dei dazi imposti da Donald Trump sulle importazioni dalla Cina sono chiari: considerando lo stesso periodo del 2018, si sono ridotte di 75 miliardi di dollari, passando da 494 a 419 miliardi. La contrazione è stata dunque del 15%.

I dati relativi alle esportazioni americane verso la Cina, che pure è stato soggetto a dazi per ritorsione, mostrano una flessione un po' più contenuta: sono passate infatti da 111 a 98 miliardi di dollari, con una contrazione di 13 miliardi, pari al 12%.

Nei primi undici mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il deficit commerciale americano verso Pechino è passato da 383 a 321 miliardi, con un miglioramento di 62 miliardi, pari al 16%.
1 2 »
Altri Editoriali
Commenti
Nessun commento presente.
Per inserire stili HTML nel commento seleziona una parola o una frase e fai click sull'icona corrispondente.