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“Fondo di Garanzia sul Valore Immobiliare”

Occorre restituire valore finanziario al patrimonio edilizio

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Bisogna essere brutali: l'aumento della tassazione sulla casa, adottata in piena crisi economica, ha comportato effetti devastanti. Quando già c'erano centinaia di migliaia di famiglie indietro col pagamento delle rate dei mutui, andare ad escutere la garanzia ipotecaria mettendo le case all'asta è stata una idiozia assoluta. Le banche ci hanno rimesso centinaia di miliardi: in una situazione di crisi, si compra a sconto, e quindi ad un valore infimo. In pratica, per incassare poche rate arretrate, di mutui o di prestiti, hanno proceduto alla vendita forzata dell'asset preso a garanzia, svendendolo. E, di conseguenza, visto il crollo dei valori di mercato, hanno dovuto svalutare tutte le garanzie immobiliari che avevano assunto al momento di erogare mutui e prestiti. E' stata una carneficina per i bilanci delle banche, di cui si tace. Ancora oggi, le banche si rifiutano di prendere un immobile a garanzia per la erogazione di prestiti: è stato dunque distrutto il valore finanziario dell'asset immobiliare.


Come se non bastasse, aumentare la tassazione immobiliare significa ridurre il rendimento dell'asset, che si calcola al netto della tassazione futura: in pratica, dovendo decidere come investire una determinata somma, scegliendo tra impieghi alternativi, occorre tener conto del rischio sul valore, della rendita annuale che può derivarne, della tassazione, e soprattutto della utilizzabilità in termini di garanzia finanziaria.

Basta un esempio: da una parte, 100 mila euro investiti in titoli di Stato hanno un certo grado di rischio, un certo rendimento ed una certa tassazione; dall'altra, 100 mila euro investiti in un immobile hanno un altro grado di rischio, un altro rendimento ed un'altra tassazione. La vera differenza, sotto il profilo finanziario, sta nel fatto che mentre qualsiasi banca continua ad erogare un prestito prendendo a garanzia i titoli di Stato, nessuna banca eroga più un prestito prendendo a garanzia un immobile.

Questa è stata la colossale distruzione del valore finanziario sotteso al patrimonio immobiliare che è stata scientemente voluta: i risparmi, se li avete, devono essere investiti in Borsa, in Fondi di investimento, in qualsiasi forma finanziaria ma non in immobili.

Di più: la pressione assurda fatta dalla BCE ai fini della vigilanza prudenziale, per far smaltire alle banche in tempi rapidissimi e ad ogni costo le sofferenze derivanti dal ritardato pagamento di rate di mutui o di prestiti garantiti da immobili, ha avuto come conseguenza quello di sfondare i loro bilanci. Le banche hanno dovuto svendere i crediti in sofferenza e svalutare tutte le garanzia immobiliari: una folle, lucidissima carneficina. Ma come ulteriore conseguenza sistemica c'è stato l'azzeramento del valore finanziario degli immobili.
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Commenti
carmon2000
offline

Tassare le case è una cosa buona

Per diverse ragioni:

1.   1.    Tassare le case maggiormente diminuirebbe immediatamente il numero di case vuote, che sono milioni in Italia. Una tassazione maggiore aumenterebbe immediatamente l’efficienza d’uso di questa risorsa

2.  2.     La casa NON è UN ASSETT FINANZIARIO. Non è un conto deposito. La casa è un bene di prima necessità e deve essere scoraggiato il più possibile l’accumulo di case vuote. Quindi bisogna tassare maggiormente le case vuote. Così come avviene per le automobili

3.   3.    Tassare maggiormente le case diminuirebbe lo spreco ambientale. Meno cemento, meno suolo rubato alla natura

4.   4.    Tassare maggiormente le case aumenterebbe la qualità delle case. Meno case ma di maggior qualità. Se il prezzo delle case vecchie (e di bassa qualità) che sono quelle generalmente vuote scendesse, sarebbero molto più appetibili per investimenti “reali” immobiliari. Ristrutturazioni profonde e adeguamento agli standard moderni

5.   5.    Non è vero che diminuirebbe la rendita per chi affitta. Infatti da sempre le tasse sulle case in affitto sono “rigirate” all’inquilino nel canone d’affitto. Se salgono le tasse, salgono i canoni.

6.   6.    La tassazione sulle case dovrebbe derivare da un mix tra reddito familiare e valore della casa.

7.  7.     In particolare, dovrebbero aumentare le tasse su seconde e terze case, simbolo per definizione di lusso e spreco ambientale. Meno seconde case, significa maggiori entrate per il comparto turistico

8.    8.   La prima casa “reale”, non all’italiana i casi dove coniugi e figli hanno residenze nelle “seconde” case, dovrebbe sempre godere di una maggiore protezione e minore tassazione.

La casa è un bene di prima necessità

scritto il 23 febbraio 2022 alle ore 10.12 · rispondi
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