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Sintomi americani

Non una nuova crisi finanziaria, ma sociale

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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A guardarsi indietro, per capire come stanno andando le cose negli Stati Uniti, occorre fare riferimento agli ultimi due anni, visto che tutta l'economia è stata investita pesantemente dall'epidemia più grave da un secolo a questa parte. Ma serve anche considerare gli anni che precedettero la Grande Crisi Finanziaria del 2008.

E' l'inflazione altissima da un anno a questa parte, un fenomeno sconosciuto dai primi anni Ottanta, che sta cambiando radicalmente il quadro prospettico: per le famiglie bisogna considerare il reddito reale disponibile, il risparmio in percentuale rispetto al reddito, l'andamento dei tassi di interesse e quello dei prezzi delle case.

Cominciamo col fare riferimento al 2020 per quanto riguarda il risparmio: con tutta l'economia ferma ed i sussidi pubblici, si era gonfiato a dismisura, arrivando alla astronomica percentuale del 26,1% del reddito. Da allora, da quando l'economia ha ripreso a girare, è sceso in picchiata, ma ormai è al di sotto del livello pre-crisi, al 5,6%, quando arrivava al 7,4% alla vigilia della crisi pandemica.


Si risparmia di meno, perché c'è l'inflazione dei prezzi al consumo: sta erodendo pesantemente i redditi reali disponibili, quelli che vengono calcolati al netto delle tasse: in un anno. Ed infatti, tra il primo trimestre del 2021 ed il primo trimestre di quest'anno, hanno registrato un crollo dell'11,8%: questo è il dato che segnala l'impoverimento delle famiglie.
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