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Mercoledì 17 Ottobre 2018, ore 22.53
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Alitalia, per Delrio caduta ipotesi Lufthansa. Rispunta Air France-Klm. Ma strada lunga con ostacoli Etihad

Il gruppo franco-olandese non ha mai cessato di tenere un occhio attento sulle vicende della nostra compagnia. Serie di "incontri tecnici" Italia-Francia

Economia, Trasporti ·
(Teleborsa) -

La conferma che l'affare Alitalia si trovi in un passaggio alquanto complicato aggravato dallo stop ai tedeschi per l'acquisizione dell'ex compagnia di bandiera viene dal Ministro Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio."Pensiamo si possa fare molto meglio di Lufthansa per salvare posti di lavoro e fare più investimenti - ha detto appunto il ministro intervenendo alla trasmissione Kronos di Rai2 - e Alitalia bisogna venderla, non svenderla. Ci sono già stati una serie di fallimenti e quindi ci sono delle procedure che andranno avanti. Non conosciamo le carte nel dettaglio per sapere quali sono i creditori privilegiati, e gli altri, però certamente dobbiamo fare in modo di evitare un altro problema. Nel 2014 era giusto fare l'alleanza con Etihad, loro hanno messo soldi, hanno fatto investimenti, hanno sbagliato a gestire Air Berlin e altre aziende. Ma l'idea di Alitalia che trova un grande partner per fare più investimenti, più voli e più servizi, dobbiamo continuare a perseguirla".

Qualche ora prima, sull'argomento era intervenuto anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: "Credo che ormai la trattativa sia arrivata all'ultimo miglio. Sarebbe meglio se la compagnia restasse in Italia. Dobbiamo usare gli aeroporti italiani per attrarre i turisti e fare in modo che si parta dall'Italia". In ogni caso, parlare di "ultimo miglio" parrebbe al momento decisamente azzardato.

Intanto sta riprendendo sempre più piede l'ipotesi che vedrebbe in ogni caso protagonista Air France-Klm , anche se non da sola magari in compagnia della low cost britannica easyJet, o degli americani di Delta Air Lines. Durante la visita in Italia dei giorni scorsi del presidente francese Macron, nei colloqui col nostro Premier Gentiloni sarebbe stato appunto affrontata la questione del ritorno sull'orizzonte Alitalia del grande gruppo franco-olandese.

Ripartito Macron, un successivo incontro a Parigi tra "rappresentanti" delle due compagnie, avvenuto grazie ai buoni uffici dell'Ambasciatore d'Italia Giandomenico Magliano. Nel meeting, rivelano fonti francesi, è stato concordato che Air France entrerà nella data room di Alitalia per "avere accesso a informazioni che prima non aveva". Così, sulla base dell'acquisizione di nuovi dati, le equipe tecniche dei due gruppi si incontreranno di nuovo prossimamente per discutere su vari aspetti della trattativa. Un passo che vale decisamente molto più di tante parole e che lascia intendere come i contatti tra le parti non stiano affatto cominciando ora.

Del resto, Air France-Klm non ha mai cessato di tenere un occhio attento sulle vicende Alitalia. Anche dopo la disfatta del 2008, quando il gruppo d'oltralpe dovette giocoforza gettare la spugna su un'acquisizione già decisa d'accordo col Governo Prodi a seguito dello strumentale (ma proficuo per Lui) intervento a gamba tesa di Silvio Berlusconi che fece leva a gran voce sul mantenimento dell'italianità di quella fino ad allora compagnia italiana di bandiera, riuscendo così a vincere le elezioni e riconquistare Palazzo Chigi. Grazie all'intervento di un poco convinto quanto incompetente (in campo aeronautico, s'intende) raccogliticcio gruppetto di cosiddetti Capitani coraggiosi.

E sul piatto della bilancia, aspetto non certo di poco conto, permane il fatto che Alitalia faccia da anni parte dell'alleanza SkyTeam proprio assieme, tra altri partners, ad Air France-Klm e a Delta Air Lines; mentre Lufthansa è invece motore trainante di Star Alliance, formazione concorrente. L'entrata della compagnia italiana nell'orbita tedesca avrebbe inevitabilmente comportato l'uscita da SkyTeam, con consistente esborso di denaro in quanto a penali.

Tutti aspetti non affatto marginali che i tre commissari Gubitosi, Laghi e Paleari devono attentamente soppesare, tra l'altro alle prese con l'ancora non risolta grana Etihad che sembra proprio non volerne sapere di dover rinunciare ad almeno una parte del pozzo di denaro speso inutilmente in poco meno di due anni di matrimonio con gli italiani. Un braccio di ferro Fiumicino-Abu Dhabi di cui già sarebbe stato investito il Tribunale.

E con al centro della disputa la questione Alitalia Loyalty, la piccola ma ricca e strategica società che gestisce il Programma di fidelizzazione MilleMiglia dagli oltre 5 milioni di soci, non soggetta alle cure dei Triumviri di Fiumicino in quanto non commissariata perché autonoma e in attivo, la cui proprietà al momento è per il 75% guarda caso di Etihad e il 25% di Alitalia.

Sul fronte numeri, a inizio settimana i commissari hanno confermato che la società nel primo trimestre presenterà ricavi in crescita rispetto all'anno precedente e che i 900 milioni di euro del prestito ponte ricevuto dello Stato non sono stati sostanzialmente utilizzati. Gubitosi, Laghi e Paleari hanno anche ribadito che per quanto concerne la procedura di vendita, le manifestazioni di interesse pervenute devono essere ulteriormente approfondite prima di poter procedere ad una negoziazione in esclusiva.

E i tempi? Non sembrerebbero proprio trovare conferma le ottimistiche previsioni di non molto tempo fa sul "far presto" manifestate a più riprese dai ministri Delrio e Calenda. Tant'è che quest'ultimo ha dichiarato: "Io non ho preferenze, per me la questione è molto oggettiva e la valutazione sarà fatta sui numeri". Come dire che la strada da percorrere è ancora lunga e ricca di ostacoli.



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