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Venerdì 16 Novembre 2018, ore 23.05
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Migranti, appello UE a Italia-Malta: imperativo umanitario è priorità

Salvini insiste: "Non siamo campo profughi". Il fronte del no si incrina

Economia, Politica ·
(Teleborsa) - Di fronte al pugno duro di Italia e Malta, la Commissione Europea lancia un appello affinché la nave Aquarius, rimasta in alto mare, con oltre 600 profughi, possa sbarcare i migranti e ricevere le cure necessarie.

Per la Commissione "c'è prima l'imperativo umanitario, stiamo parlando di persone. La priorità è che maltesi e italiani permettano" alla nave Aquarius di sbarcare i migranti e ricevere le cure necessarie. "Rivolgiamo un appello affinché le persone siano sbarcate velocemente e ricevano le cure" del caso - dichiara Margaritis Schinas, portavoce della Commissione europea.

La situazione della nave Aquarius è "regolata dal diritto internazionale e non è competenza della Commissione interpretare la legge" - rilancia Natasha Bertaud, portavoce della Commissione europea per la Migrazione. Ma "la situazione è tutto tranne che chiara. Secondo il diritto internazionale, la decisione sul luogo in cui una nave dovrebbe sbarcare spetta al Paese che coordina l'operazione di salvataggio", ma "non precisa se deve essere nello stesso Paese". La legge propone solo dei "criteri, per orientare la decisione". Bertaud aggiunge di essere in contatto con le autorità italiane e maltesi. "Quello che la Commissione UE può continuare a fare" nel caso della nave Aquarius carica di migranti "è investire tutto il suo peso diplomatico per trovare una soluzione veloce alla questione".

APPELLO DELLA GERMANIA E DELL'ONU
"Facciamo un appello a tutte le parti affinché vengano incontro alle proprie responsabilità umanitarie". Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. Unhcr, l'agenzia ONU per i rifugiati: appello ai "governi coinvolti affinché consentano lo sbarco immediato di centinaia di persone bloccate nel Mediterraneo da sabato a bordo della nave Aquarius".

Ma Salvini non cede e afferma che "l'Italia non può essere un campo profughi". Nel frattempo, il fronte del "no" si incrina con malumori che si avvertono all'interno della maggioranza giallo verde: soprattutto nel Movimento Cinque Stelle dove in molti ritengono che le ragioni umanitarie prevalgono su quelle politiche.



DENTRO AI FATTI
Con un messaggio urgente alle autorità maltesi "il porto più sicuro è il vostro" il ministro dell'Interno, Matteo Salvini imposta una svolta senza precedenti e dimostra che quanto detto in campagna elettorale non sono soltanto chiacchiere, mandando in frantumi la realpolitik intessuta dal suo precedessore Marco Minniti, che era riuscito a ridurre al minimo le partenze dalla Libia. Ma non basta. L'Italia non vuole e non può più occuparsi da sola dei flussi migratori. E' lo stesso premier Giuseppe Conte a ribadirlo durante il G7 in Canada. "L'Italia si ritrova ad affrontare in totale solitudine l'emergenza immigrazione. Il problema è stato da me posto anche nel corso del G7 a tutti i partner europei in questi ultimi giorni dove ho anticipato che i flussi migratori devono essere gestiti in maniera condivisa anche per ciò che riguarda tutte le iniziative volte a prevenire le partenza. Il regolamento di Dublino va radicalmente cambiato".

Il presidente del Consiglio, impegnato in un vertice sul caso Aquarius, con i suoi due vice, Salvini e Di Maio, annuncia che è stato disposto l'invio di due motovedette con medici a bordo "pronti a intervenire al fine di garantire la salute di tutti gli occupanti dell'Aquarius che dovessero averne necessità".

LA RISPOSTA DI MALTA E' NEGATIVA
Il Ministro dell'Interno ha sollecitato con una lettera le autorità dell'Isola a prestare i soccorsi, ma la risposta è negativa. A dirlo è lo stesso premier Conte: "Al premier maltese Joseph Muscat che ho contattato personalmente questa sera (ieri 10 giugno, ndr) ho chiesto chiaramente che si facesse carico almeno del soccorso umanitario delle persone in difficoltà che si trovano sull'Aquarius. Muscat, pur comprendendo la situazione, non ha assicurato però alcun intervento anche in chiave umanitaria. Si conferma l'ennesima indisponibilità di Malta, e dunque dell'Europa, a intervenire e a farsi carico dell'emergenza".

Oggetto del braccio di ferro tra Italia e Malta è la nave Aquarius, che batte bandiera di Gibilterra, e porta con sé 629 naufraghi provenienti dal Nordafrica, tra cui 123 minori non accompagnati. Il ministro Salvini, chiede di far approdare alla Valletta (capitale di Malta) la nave essendo quello il "porto più sicuro". L'Aquarius non è stata autorizzata ad approdare in Italia. "Il governo di Malta non è né l'autorità che coordina ne ha competenza sul caso" della nave - risponde un portavoce del governo della Valletta. Nel frattempo, la nave continua a navigare verso nord, prima di doversi eventualmente fermare tra Malta e la Sicilia. Le istruzioni arrivano in tarda serata: la nave deve fermarsi a 35 miglia nautiche dall'Italia e 27 da Malta. Il premier italiano Conte, dispone l'invio di due motovedette con medici a bordo pronti a intervenire al fine di garantire la salute di tutti gli occupanti dell'Aquarius che dovessero averne necessità.

ORA UE SI OCCUPI DI FLUSSI

Il governo italiano si mostra dunque compatto sulla linea dura decisa dal ministro Salvini e vuole che ora sia l'Europa ad occuparsi di flussi migratori. Il regolamento di Dublino va "radicalmente cambiato" - afferma Conte - la gestione dei flussi "deve essere condivisa in UE anche sulle iniziative che riguardano la prevenzione delle partenze".

Il caso Aquarius, rischia di diventare un vero e proprio braccio di ferro tra Italia ed Europa. Uno scontro che promette di non rimanere indolore, ma per conoscere le conseguenze dovremmo attendere le prossime ore.
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